I Vasconiani – Pallacanestro Paese 53 – 41

Treviso, 4 ottobre 2011

Anno nuovo, vecchi problemi.
Il Paese denuncia i soliti limiti anche nella prima stagionale in casa dei non irresistibili Vasconiani.
La partenza è buona, con gli ospiti che tengono bene il campo ed attaccano con ordine la uomo avversaria.
Già nel secondo quarto, però, la manovra offensiva va in pensione ed i pochi punti arrivano solo grazie ad iniziative personali dei soliti noti.
La sterilità offensiva continua nella terza frazione, quando spesso non si arriva nemmeno ad una conclusione, poiché si perde palla in fase di impostazione, concedendo contropiedi facili facili alla squadra di casa, che vola a + 12.
Nell’ultimo quarto il Paese tenta una reazione, ma la stanchezza (soprattutto di chi si è fatto in campo 40 minuti o giù di lì) impedisce agli ospiti di contrastare ancora lo strapotere fisico degli avversari sotto i tabelloni e soffoca sul nascere qualsiasi velleità di rimonta. D’altra parte, se l’intero bottino offensivo ammonta, Ricky escluso, a 22 punti, evidentemente c’è qualcosa che non va!

Risultati parziali:
Primo quarto: 14 a 14
Secondo quarto: 10 a 6
Terzo quarto: 14 a 7
Quarto quarto: 15 a 14

Tabellini:
Stefano Marcobelli (K): falli 1, punti 2
Furio De Angelis: falli 3, punti 2
Tommaso Quero: falli 3, punti 4
Mattia Bellan: falli 1, punti 0
Alessio De Leo: falli 1, punti 4
Giuliano Morosinotto: falli 0, punti 2
Riccardo Satriano: falli 4, punti 19
Enrico Gentili: falli 1, punti 6
Sandro Fornasier: falli 0, punti 2

Pagelle:
Stefano Marcobelli: COMPARSA. Prestazione incolore. C’è l’impegno, ma non il solito rendimento. Voto: 5,5

Furio De Angelis: BROKER. Gestisce diverse palle, ne guadagna qualcuna, ne perde di più. Bene in difesa, in attacco va spesso in default. Voto (per dirla con Standard & Poor’s): BBB-

Tommaso Quero: GRISSINBON. In mezzo all’area sembra un grissino nero in mezzo alle baguettes bianche, ma lotta con profitto a rimbalzo. In attacco è troppo friabile e la difesa avversaria non è fatta di Rio Mare. Cala vistosamente alla distanza, dopo quasi 40 minuti in campo. Voto: 6

Mattia Bellan: PORTO. E’ un rifugio sicuro per la palla, ma si limita a gestirla e smistarla ai compagni, senza avventurarsi mai in prima persona in mare aperto. Voto: 6-

Alessio De Leo: BENGALA. Illumina per pochi secondi la partita, poi si spegne quasi subito, anche perché utilizzato fuori ruolo. Voto: 5,5

Giuliano Morosinotto: JUNK BOND. E’ considerato un titolo spazzatura, ma se sai rischiarlo, ottieni un rendimento superiore alla soglia di usura: in rapporto ai minuti giocati, segna più di Ricki. Voto: 7

Riccardo Satriano: ORO. Al contrario di Ciula, è il classico “bene rifugio”. Raccoglie da solo quasi metà del risparmio del Paese e si fa apprezzare anche per un buon controllo dell’endemica vis polemica 🙂 Voto: 7,5

Enrico Gentili: JUTLAND. Non è un cavallo di razza, ma fa il suo lavoro. Docile e pesante, scalpita per giocare, tanto che paga dazio ad una zampa. Speriamo non sia da abbattere! Voto: 6,5

Sandro Fornasier: VALENTINO ROSSI. Non ha la possibilità di esprimersi sui suoi livelli, spesso in sella ad un ruolo non suo. Voto: 6-

Giancarlo De Lazzari (allenatore): STEFANO DOMENICALI. Gestisce bene e motiva i suoi per quasi tutta la partita, ma paga caro qualche minuto di confusione tattica, con Sandro e Alessio schierati sotto e Furio al pendolo! Qualche défaillance anche nel ruotare gli effettivi a disposizione. Voto: 5,5

Ringhio