Amatori Conegliano – Pallacanestro Paese 79 – 64

Conegliano, 10 dicembre 2010

Dormita collettiva lunga 37 minuti per la Pallacanestro Paese su un parquet davvero ostico come quello della palestra di Conegliano -non certo per l’irresistibilità dei padroni di casa-, al termine di un match più simile ad un 2 contro 2 che a una partita di CSI.
La bomba iniziale aveva illuso i gialloneri, che però cadono subito preda di un’apatia davvero inspiegabile, in difesa, a rimbalzo e nell’area avversaria.
Nel primo parziale gli ospiti concedono palle perse e contropiedi agli avversari, ma si mantengono comunque in scia al Conegliano, miglior conoscitore dell’atipico parquet di casa e miglior interprete di un arbitraggio davvero poco convincente.
La follia collettiva va in scena nel secondo quarto, quando, in un campo dalle dimensione di un asciugamano da bidet, le guardie avversarie hanno inspiegabilmente tre metri per tirare indisturbate.
Le certamente non consuete percentuali da Eurolega dei padroni di casa e i canestri inclinati non devono e non possono essere un alibi per i gialloneri, che riescono a stare in cinque dentro la propria area piccola, salvo poi concedere anche i rimbalzi offensivi nelle rarissime occasioni in cui gli avversari tirano fuori bersaglio.
Il parziale subito ad opera di un giocatore e mezzo del Conegliano tramortisce definitivamente la già non molto vigile formazione di Paese. Di qui in poi, infatti, gli ospiti, sotterrati a quasi -30, giocano solo per limitare i danni … e siamo appena a metà del secondo quarto!
Il Conegliano finalmente rifiata, ma gli ospiti mandano sul parquet solo 4 mani, riuscendo comunque a ridurre il margine fino al – 14 dell’intervallo.
Nel terzo quarto continua quasi inalterata l’indolenza difensiva, ma il Paese dimostra almeno di saper raccogliere punti (pochi comunque) da più mani, senza evitare però di risprofondare a – 21.
Nell’ultimo parziale il Conegliano, ormai già da un po’ sicuro del risultato, rinfodera il mitra calibro 58 e da spazio alle seconde linee, libere anch’esse di pascolare liberamente nell’area del Paese. Negli ultimi minuti di gioco, con gli schemi ormai del tutto saltati, l’iniziativa è tutta dei singoli e Guido ne approfitta per uno show personale che riavvicina gli ospiti fino al – 15 finale, show che arriva però quando tutti sono già sotto la doccia.

Risultati parziali:
Primo quarto: 20 a 15
Secondo quarto: 27 a 18
Terzo quarto: 17 a 11
Quarto quarto: 15 a 20

Tabellini:
Stefano Marcobelli (k): falli 2, punti 0
Andrea Camarin: falli 2, punti 0
Mattia Bellan: falli 0, punti 5
Alessio De Leo: falli 1, punti 4
Valter Naples: falli 0, punti 1
Riccardo Satriano: falli 4, punti 25
Enrico Gentili: falli 3, punti 4
Stefano Pizzolato: falli 2, punti 0
Guido Galletti: falli 1, punti 20
Davide Malacchini: falli 1, punti 5

Pagelle:
Stefano Marcobelli: ANAL. Il campo stretto non ne agevola le consuete penetrazioni, ma si dimostra troppo passivo e poco intraprendente anche da fuori. In difesa non punge e si stringe troppo. Voto: 5

Andrea Camarin: CALIPPO. Entra freddo e fatica ad uscire dal guscio; poi migliora e sfodera un paio di buone cose, ma è solo un assaggio. Rimane sempre troppo timido e presto ritorna in frigo (no, non lo spogliatoio, la panchina). Voto: 5+

Mattia Bellan: GIANO BIFRONTE. Partita dalle due facce per il play giallonero. In attacco, di solito carente di personalità, prende molto iniziativa, segnando e catturando bei rimbalzi; in difesa, invece, solitamente instancabile mastino, lascia troppa libertà, oltretutto su un campo che facilitava oltremodo la marcatura. Voto: 5,5

Alessio De Leo: COLLETTO BIANCO. Il gioco sporco non lo aiuta, ma lui è rigido e poco ambizioso. Anche lui assenteista in difesa, in attacco si limita al minimo sindacale. Voto: 5

Valter Naples: TITANIC. Grigio in attacco, stavolta è nerissimo anche in difesa, dove normalmente torreggia. Non vede palla in nessuna zona del campo e quando la vede, la spreca. Sprofonda letteralmente assieme a tutta la squadra. Voto: 5-

Riccardo Satriano: GIUBBOTTO SALVAGENTE. Nonostante campo e arbitraggio non lo agevolino, tiene a galla la squadra per 15 minuti, poi però si sgonfia anche lui troppo presto, apparendo a tratti rinunciatario. E’ uno dei pochi a scendere in campo, seppur solo nel primo tempo. Voto: 5,5

Enrico Gentili: ADRIANO. E’ ancora fuori forma e non gioca molto. Poco presente (diciamo pure assente) a rimbalzo e in fase di possesso, prova comunque, con alterne fortune, a farsi vedere in attacco. In difesa sta ben sotto il livello di decenza, come gran parte della squadra. Voto: assemo star!

Stefano Pizzolato: ANTIRACKET. Conegliano è evidentemente zona immune alla camorra, visto che il “Pizzo” proprio non riesce ad imporsi. Non estorce un rimbalzo, non taglieggia un canestro, non garantisce protezione alcuna in difesa. Voto: 5-

Guido Galletti: MOTOSLITTA. Carbura solo tra i -30 e i -15. Col punteggio più vicino segna la bellezza di 1 punto. E’ però protagonista di due rimonte, quella sul finire del secondo quarto e quella degli ultimi tre minuti. In difesa scivola come tutta la squadra. Voto: 5,5

Davide Malacchini: LUMINOL. Utilizzato quando la tragedia è ormai consumata, parte bene, ma l’eccesso di entusiasmo lo porta a sbagliare. Si impegna, ma può solo mettere in luce gli ennesimi indizi di una crisi di squadra ormai evidente. Voto: 5,5

Giancarlo De Lazzari (allenatore): COIFFEUR. Visto il torpore della squadra, serviva una lavata di capo che non c’è stata. Acconcia un match inguardabile e alla fine è lui a prendersi una bella pettinata! Voto: 5

Pubblico: ROTOLANDO VERSO SUD. Dalla Conegliano degli orrori, all’India dei misteri. Good travel, Mister President. Voto: 7

Ringhio

Old Sponges Volpago – Pallacanestro Paese 61 – 41

Volpago, 29 novembre 2010

Sconfitta netta ma onorevole per il Paese in casa della prima della classe, vista la situazione di emergenza sanitaria in cui versa la formazione giallonera.
Fuori per infortunio o malattia tutti i migliori, i presenti (pochi, alcuni fuori condizione ed anche fuori ruolo) si dividono equamente punti e responsabilità, gettando in campo tutto quanto il fisico e la tecnica permettono loro. E finché fiato e lucidità li assistono, se la giocano alla pari con le giovani-vecchie spugne.
Parte bene la formazione ospite, che contiene discretamente il veloce contropiede dei padroni di casa e, in attacco, trova spesso tiri facili che gli esterni trasformano con regolarità.
Già nel secondo quarto, iniziato col Paese ad un solo punto dagli avversari, cala leggermente la precisione al tiro, mentre la freschezza atletica del Volpago impone dazio in contropiede. A rimbalzo si perde qualche palla di troppo e la formazione di casa, comunque ben contenuta dagli ospiti, allunga a +8.
Dopo l’intervallo i gialloneri tengono il ritmo degli avversari ancora per qualche minuto, che scivola via sempre con le squadre a distanza di meno di 10 punti.
Condizione precaria, mancanza di alternative e senilità avanzata a questo punto si fanno sentire e, pur evitando il collasso, la compagine di Castagnole cala inevitabilmente ritmo e intensità, che invece gli Old Sponges, in 12 a referto, tutti entrati, mantengono alto come il primo minuto.
La differenza la fanno i movimenti a smarcarsi in attacco, la corsa e la rapidità nella circolazione di palla dei padroni di casa.
Differenza costante, ma invero non troppo marcata, visto che il Paese arranca ma non crolla e mantiene una capacità realizzativa non troppo distante da quella avversaria (due o tre segnature a quarto di differenza).
Con gli ospiti che non mollano ed i padroni di casa che non concedono nulla fino alla fine, il margine cresce lento ma inesorabile fino al fischio finale, che ferma il punteggio sul +20 per il Volpago.
Rimane comunque una bella prova di carattere ed una prestazione più che dignitosa.

Risultati parziali:
Primo quarto: 16 a 15
Secondo quarto: 13 a 6
Terzo quarto: 16 a 7
Quarto quarto: 16 a 13

Tabellini:
Stefano Marcobelli (k): falli 1, punti 5
Tommaso Quero: falli 1, punti 7
Mattia Bellan: falli 3, punti 4
Alberto Loreto: falli 2, punti 2
Giuliano Morosinotto: falli 2, punti 0
Enrico Gentili: falli 4, punti 4 (con 2 liberi in regalo)
Alessandro Zandonà: falli 4, punti 7
Stefano Pizzolato: falli 0, punti 6
Sandro Fornasier: falli 2, punti 6

Pagelle:
Stefano Marcobelli: PASTA DEL CAPITANO. Nel week-end il capitano mostra di che pasta è fatto, mette in riga e striglia i suoi. In campo si vedono i risultati, visto che la squadra riacquista smalto e mostra finalmente i denti. Parte alla grande, ma come tutti paga fisicamente alla distanza. Voto: 7

Tommaso Quero: GANJA. All’inizio fatica ad accendersi, ma poi fa decisamente effetto, anche se è più leggero del marcatore diretto. Si prende finalmente i suoi tiri, fumandosi regolarmente l’avversario. Voto: 7+

Mattia Bellan: MASAI. Corre come un tanzano degli altipiani, inseguendo la preda senza sosta. Quando va all’attacco, si scaglia con ferocia nell’area avversaria, raccogliendo assist, punti e anche un paio di rimbalzi. Voto: 7

Alberto Loreto: JESSICA FLETCHER. Con la divisa del Paese e zompettando caracollante per il campo, sembra la Signora in Giallo alla ricerca di un gioiello rubato. E lui, come l’investigatrice televisiva, trova in pochi minuti l’anello che cercava. Canestro a parte, corre quanto può e disturba le trame avversarie. Voto: 7-

Giuliano Morosinotto: APOLLO 13. In pochi minuti di missione, riesce a mandare gli avversari in “lunetta” ben 5 volte, di cui le prime tre al 23° secondo dell’azione. La stazione di Houston (Giancarlo) capisce il problema e lo richiama alla base. Gioca comunque troppo poco per poter essere giudicato. Voto: S.V.

Enrico Gentili: GUARDIA MEDICA. La contingenza sanitaria lo costringe a giocare con poca preparazione ed in un ruolo non suo (guardia, appunto). Decisamente a corto di ossigeno, non dispensa medicamenti, ma, al contrario, mazzate. Voto: 6 (di incoraggiamento)

Alessandro Zandonà: HI TECH. E’ troppo tecnico per il gioco ruvido a cui è sottoposto. Cerca sempre la miglior prestazione, ma i frequenti colpi ricevuti lo mandano a volte in corto circuito. E’ però bravo a resettare immediatamente, tornare subito in difesa a stoppare il tiro avversario e colpire con effetti speciali già nell’azione offensiva successiva. Voto: 7-

Stefano Pizzolato: LEGGE BOSSI-FINI. Nonostante le buone intenzioni, proprio non riesce a tenere fuori lo straniero dalla propria area. Molto meglio in attacco, dove cattura rimbalzi e mette dentro tutti quelli che becca. Voto: 7-

Sandro Fornasier: RENZO PIANO. L’entrata è il suo forte, ma tutta la costruzione di gioco è degna di nota. Architetta ordinatamente l’azione e progetta bene tiri e penetrazioni. “PIANO” in attacco, “piano” anche in difesa, nel senso che, come i compagni, non regge a lungo la velocità degli avversari. Voto: 7

Giancarlo De Lazzari (allenatore): WIKILEAKS. Sfida una superpotenza con pochissimi mezzi a disposizione e, almeno in un primo tempo, riesce a metterla in imbarazzo. Parla ai suoi forte e chiaro senza omettere nulla ed ottiene una prestazione sopra le righe. Voto: 7+

Pubblico: CIULA. A parte lui, nessun altro. Voto: 5

Ringhio