Commento dell’ultima partita

E no caro Ringhio questa volta sei stato troppo magnanimo. Da fuori (purtroppo) e’ stata una Caporetto!!
Ho visto una squadra senza gioco e per larga parte senza cuore. Salvando un paio di elementi il voto unanime per la squadra e’ largamente insufficiente tenendo conto anche dell’avversario (niente di particolare).
Purtroppo non ho visto un contropiede che sia uno per noi ed al contrario loro hanno fatto una caterva di punti, ho sentito pochissimi incitamenti dal campo e soprattutto dalla panca!! Insomma non eravamo una squadra (ricordo che loro sopra di 20 punti a 5 min. dalla fine hanno chiamato minuto per tirarsi carne!!)
Per ultimo mi permetto di dire una cosa anche al coach (che comunque ancora evidentemente non ci conosce bene): non si può iniziare il 2 quarto con Magoo e Ciula insieme: purtroppo lì abbiamo preso il primo break ma comunque non sarebbe finita diversamente. Inoltre bisogna secondo me farsi sentire di più anche in partita oltre che in allenamento con indicazioni che magari dal campo non ci sono o non si vedono (muoversi senza palla, cambiare lato, fare blocchi e difendere).
Scusate se ho scritto queste cose ( non me ne vogliano Magoo e Ciula: ma era troppo evidente) ma la figura che abbiamo fatto e’ stata veramente brutta.
Dimenticavo in bocca al lupo per stasera e tirate fuori quello che e’ mancato venerdì .

Riccardo

Ricevo e pubblico volentieri come ulteriore stimolo a migliorare.

Concordo con Riccardo sul giudizio della partita ma comprendo anche la “manica larga” di Ringhio che deve commentare sempre le partite e preferisce evitare polemiche. Sta poi a noi singoli capire che se prendo 6 ho fatto una partita pessima.

Non entro in merito alle scelte tecniche o tattiche perché, personalmente, ritengo che l’allenatore deve essere libero di fare le sue scelte e lavorare in palestra. Credo che singolarmente ognuno possa capire se si sta allenando bene o meno e la partita è sempre lo specchio dell’allenamento.

Se gli avversari in partita corrono più di noi, dobbiamo correre di più in allenamento.

Ricordo solo che in campo siamo noi, che siano 40 o 4 minuti bisogna dare il massimo sia in attacco che in difesa e non chiamarsi fuori addossando le responsabilità solo sugli altri.

La cosa che più mi è dispiaciuta è che non si è vista una squadra unita sia durante la partita che dopo. Abbiamo fatto dei campionati peggiori, con partite perse anche in maniera più disastrosa ma il clima sereno e goliardico non è mai mancato.

Invece venerdì a mangiare la pizza eravamo in 6! E tra infortunati (reali o presunti) e assenti i disponibili per la partita sono 7 su 19 tesserati. Per arrivare a 10 persone Giancarlo deve chiamare anche chi non si è potuto allenare.

Adesso chiudiamo il capitolo e pensiamo a fare meglio da stasera e nei prossimi allenamenti.

Il capitano

Pallacanestro Paese – Olimpia Postioma 40 – 56

Castagnole, 26 novembre 2010

Altro pesante rovescio per la compagine di Castagnole, che dimostra ancora una volta tutta la sua Ricki-dipendenza. Senza il bombardiere n. 13, mancano all’appello almeno una ventina di punti e la stessa capacità di sviluppare gioco si vede solo a tratti e non decolla mai del tutto.
L’avvio è promettente, perché i grossi calibri del Paese non si sottraggono alle loro responsabilità e prendono tutta l’iniziativa lasciata vacante dall’assenza di Ricki, facendo rimanere la squadra incollata alla scia degli avversari.
Ma nessuno dei presenti ha 40 minuti nelle gambe e la panchina giallonera, per infortuni e magagne assortite, è quantomai corta.
In attacco gestione del possesso e rotazione di palla diventano sempre più problematici, mentre in difesa la zone press non funziona a dovere, non potendo certo il lungo di casa competere in velocità con i giovani e scattanti contropiedisti ospiti, che dunque mettono un break significativo e vanno all’intervallo lungo sul +11.
Il riposo dei gialloneri dura 10 minuti di troppo, visto che nel terzo periodo i ragazzi di coach De Lazzari giocano poco nell’area avversaria, tirano ancor meno (le mani si nascondono, la palla diventa pesante) e non segnano per niente. In difesa, oltretutto, continuano a concedere troppi contropiedi facili agli avversari.
Dopo un imbarazzante parziale di 14 a 0, il coach cambia ancora difesa e pretende dai suoi maggior concentrazione, agonismo e personalità in zona offensiva
Complice un fisiologico appagamento degli ospiti (sopra di 25 lunghezze), nell’ultimo parziale il Paese torna a far gioco e a trovare punti da tutti. In difesa si stringono le maglie e il Postioma finalmente (ma troppo tardi) incontra difficoltà nel costruire tiri facili.
I gialloneri recuperano così fino al –16 finale che comunque condanna i padroni di casa, soprattutto a causa di uno sciagurato terzo quarto.

Risultati parziali:
Primo quarto: 16 a 18
Secondo quarto: 9 a 18
Terzo quarto: 0 a 14
Quarto quarto: 15 a 6

Tabellini:
Stefano Marcobelli (k): falli 3, punti 4
Furio De Angelis: falli 1, punti 4
Mattia Bellan: falli 1, punti 2
Alberto Loreto: falli 4, punti 3
Alessio De Leo: falli 1, punti 9
Giuliano Morosinotto: falli 1, punti 0
Alessandro Zandonà: falli 2, punti 5
Stefano Pizzolato: falli 0, punti 0
Guido Galletti: falli 3, punti 9
Sandro Fornasier: falli 0, punti 4

Pagelle:
Stefano Marcobelli: CAPITAN VENTOSA. Vestito di giallo(nero), guida una ciurma volenterosa che spesso corre, ma a volte “Striscia” per il campo. Prende iniziativa con tiri e penetrazioni, coi quali cerca in tutti i modi di rimanere attaccato alla partita, ma non mostra altrettanta presa sulla palla in fase di passaggio, dove è troppo spesso impreciso. Voto: 6

Furio De Angelis: CAPITAN UNCINO. In attacco la mano si vede poco e non è particolarmente precisa nei passaggi, ma con quel mezzo gancio riesce sempre a far male. In difesa fa quello che può, contro un avversario navigato che corre di più. Voto: 6+

Mattia Bellan: LASSIE. E’ forse l’unico in grado di tornare sempre, nonostante la velocità del contropiede avversario. Serve fedelmente la causa correndo per quattro e non tradisce nemmeno in attacco dove finalmente si prende maggiore responsabilità, anche se non sempre con buon profitto. Voto: 7-

Alberto Loreto: TENENTE COLOMBO. Sotto sotto è bravissimo nel suo compito, ma in campo sembra davvero spaesato. Non fa errori evidenti, ma non ha un gran occhio per il gioco e offre poca sicurezza. L’impegno è il solito, ma il caso, questa volta, non è stato risolto. Voto: 5,5

Alessio De Leo: CASOLINO. Segna tutto senza fare sconti e stavolta i punti non arrivano oltre l’orario di chiusura. Si prende il ruolo che gli compete ed espone sugli scaffali tutto il suo repertorio, ma anche lui soffre un po’ la velocità dell’avversario. Voto: 7-

Giuliano Morosinotto: ALBERO DI NATALE. Non perde le palle, ma nemmeno mette le radici per una manovra sufficientemente ordinata. Pur impegnandosi sempre al massimo, in difesa punge poco e in attacco non porta in regalo una soddisfacente sicurezza. Voto: 5,5

Alessandro Zandonà: NINJA. Sotto canestro ha movenze fatali per la difesa avversaria e con la palla in mano è sempre pericoloso, visto che, quando non colpisce, prende almeno il fallo. Non è altrettanto letale ai liberi e in difesa. Voto: 7-

Stefano Pizzolato: ROSSO RELATIVO. Col “Ferro” ha evidentemente feeling, visto che lì vicino cattura rimbalzi e difende con impegno. Va in rosso, tuttavia, in attacco dove la prossimità al canestro e il rispetto della posizione sono cose del tutto relative. Voto: 6

Guido Galletti: BISTURI. In assenza del capo-chirurgo servivano due mani precise e lui risponde prendendosi le maggiori responsabilità. Opera con impegno, ma è meno incisivo e carismatico che in altre circostanze. Voto: 6,5

Sandro Fornasier: SERENO-VARIABILE. Nessuna nube, ma nemmeno particolari lampi. Si districa sufficientemente bene nella nebbia che attanaglia la squadra e contribuisce ad evitare che il punteggio assuma i caratteri di una grandinata. Voto: 6

Giancarlo De Lazzari (allenatore): ROSA RUSSO IERVOLINO. Le risorse a disposizione sono poche e non riesce a raccogliere quello che dovrebbe. In campo errori e sozzure si accumulano, ma sul finire della gara riesce a cavare il meglio dai suoi e limitare entro il possibile l’impatto della sconfitta. Voto: 6

Tavolo: MEZZO SERVIZIO. Beneficia dell’andamento della gara per lavorare meno: compila la colonna “A” solo per tre tempi su quattro. Voto: 6

Pubblico: SAUDADE. Assiste malinconico (e dolorante) alla rotta dei propri colori, con la nostalgia del parquet negli occhi e nel cuore. Voto: 7

Ringhio

classifica quinta giornata

Ecco risultati e classifica aggiornata dopo la quinta giornata.

Interessante la sconfitta del Volpago a Postioma. Sono le 2 squadre che incontreremo nelle prossime partite e saranno un ottimo termometro per valutare la nostra preparazione.

La classifica riporta già la vittoria del Volpago contro gli Old Lions.

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Per finire la nostra infermeria segnala:

assenti per infortunio:

Silvio: mal di schiena
Tommaso: costola incrinata
Paolo: contrattura al polpaccio

presenti ma non al 100%:

Furio: contrattura alla coscia
Ringhio: contrattura al polpaccio
Riccardo: dolore intercostale

Il capitano

Pallacanestro Paese – Gli Abbonati Lobster 75 – 53

Castagnole, 21 novembre 2010

La sconfitta della Ghirada ha evidentemente portato consiglio in casa giallonera, visto che il successivo impegno della formazione Paesana ha visto il pronto riscatto dei ragazzi di coach De Lazzari, autori di una buona prova contro un avversario comunque non particolarmente ispirato.
Gli Abbonati, infatti, tengono discretamente il campo solo per poco più di un quarto, favoriti dai padroni di casa, che partono poco aggressivi in difesa e con solo 4 mani pericolose in attacco.
A metà del secondo periodo il Paese prende finalmente le redini del gioco, pressa alto, è più ordinato e paziente in attacco e ottiene punti da tutto il quintetto, piazzando così il parziale che permette di andare al riposo sul più 11.
Al ritorno in campo gli ospiti prendono le misure alla zone press avversaria (invero non efficace come in altre occasioni, soprattutto sull’uomo al centro del campo) e ricuciono parzialmente lo strappo riportandosi sotto nel punteggio, grazie in particolare a puntuali tagli sotto canestro, mal controllati dalla difesa di casa.
L’ingresso in campo di un ottimo Furio tampona la falla e, grazie anche alla maggiore concentrazione offensiva (troppi errori su tiri facili nel primo tempo), il Paese riallunga, chiudendo di fatto le ostilità.
Nell’ultimo parziale riposano i big, ma la compagine di Castagnole continua a non concedere nulla agli avversari, che possono solo mantenere il passivo senza però riavvicinarsi nel punteggio.

Risultati parziali:
Primo quarto: 13 a 10
Secondo quarto: 21 a 13
Terzo quarto: 24 a 16
Quarto quarto: 17 a 14

Tabellini:
Furio De Angelis (k): falli 2, punti 4
Tommaso Quero: falli 1, punti 4
Mattia Bellan: falli 2, punti 0
Alberto Loreto: falli 1, punti 2
Alessio De Leo: falli 2, punti 7
Giuliano Morosinotto: falli 1, punti 3
Riccardo Satriano: falli 1, punti 24
Stefano Pizzolato: falli 2, punti 4
Guido Galletti: falli 3, punti 27
Silvio Bonfiglio: falli 0, punti 0

Pagelle:
Furio De Angelis: IRINA PALM. Si sacrifica per la squadra coprendo ogni buco in difesa; in attacco, oltre alla solita grinta, sfodera una manina vellutata, sia ai liberi che in sottomano. Vederlo all’opera è un inatteso godimento. Voto: 7,5

Tommaso Quero: FERNANDO ALONSO. Migliora nettamente, ma ha centimetri e talento per dare ancora di più. In difesa stavolta prende il centro della pista e non fa passare nessuno, mentre in attacco manifesta ancora qualche timidezza nel superare l’avversario. Voto: 6,5

Mattia Bellan: GEYSER. Maggiore è la pressione subita, più alto è il suo rendimento. Senza pressione, però, si spegne da solo, vaporizzando letteralmente 4 punti fatti. Imposta e difende comunque sufficientemente, anche se ogni tanto dimentica di stare alto nella zone press. Voto: 6

Alberto Loreto: POCKET COFFEE. Piacevole e corroborante alternativa ai piatti forti del Paese. Offre concentrazione e pericolosità offensiva (la carica del caffè) coniugata a grande agonismo difensivo (l’energia del cioccolato). Voto: 6,5

Alessio De Leo: SOUFFLE’ (COTTO E MANGIATO). I padroni di casa puntano molto su di lui per fare bella figura con gli ospiti. Parte bene e col solito impegno, ma si sgonfia un pochino alla distanza. Non ha troppi minuti nelle gambe e già nel secondo tempo appare un po’ cotto in difesa e sciapo in attacco. Rimane comunque una gran portata e non rinuncia a mettere qualche punto, ma sempre e solo al momento del digestivo. Voto: 6

Giuliano Morosinotto: ROTOLONE REGINA. E’ sempre pronto nel momento del bisogno, offre grande resistenza e morbidezza al tiro, anche se si caga un po’ in mano quando c’è da concludere 3 contro 0. Si distende su tutto il campo, senza lesinare energie che, sia in difesa che in attacco, … non finiscono mai. Voto: 7-

Riccardo Satriano: ELISABETTA CANALIS. Finalmente trova un partner all’altezza e non deve sostenere il palco tutto da solo. Guido gli ruba per una volta la scena, ma lui risponde con una prestazione fantastica, segnando con la solita continuità e facendo “giocare” i compagni di turno, proprio come l’ex velina. Voto: 7,5

Stefano Pizzolato: FRECCIAROSSA. Si mangia chilometri su chilometri ad una velocità impressionante. Sempre in perfetto orario, sia quando è chiamato per lo scarico offensivo, sia quando c’è da stoppare chi tenta di salire in area senza biglietto. Voto: 7,5

Guido Galletti: SADO-GAY. In difesa proprio non riesce a vedere il “taglio”, ma in attacco fa letteralmente impazzire il suo uomo, sia quando sta sotto che quando gioca a fare la guardia. “Batte” l’uomo sul fondo e al centro, colpendo con violente scudisciate anche da fuori. Il tutto con sommo godimento dei compagni. Voto: 8-

Silvio Bonfiglio: CADDIE. Non è il protagonista del gioco, ma è comunque utile nella gestione della gara. Fa rifiatare i compagni che, sul campo, accompagna con sacrificio e diligenza, senza commettere sbavature. Voto: 6,5

Giancarlo De Lazzari (allenatore): CHEF. Cucina con sapienza i Lobster a fuoco lento, gestendo bene gli ingredienti a disposizione. Valorizza sapori che si credevano persi (per ritiro …) e sforna un’ottima prestazione proprio all’ora di pranzo. Voto: 7

Tavolo: SERVIZIO E COPERTO INCLUSI. Come sempre, l’incombenza è coperta ed il servizio garantito, in una giornata comunque molto tranquilla. Voto: 7

Pubblico: GIOVENTU’ GIALLONERA. Al Palaverde si sono viste partite con meno pubblico. Tutti i supporters hanno sostenuto le rispettive squadre con passione e sportività. Un particolare plauso alle Signore e ai “giovanotti” del Paese, nel corpo (figliolanze varie) o solo nello spirito. Voto: 8

Ringhio

Marlyns Treviso – Pallacanestro Paese 58 – 43

Brutta sconfitta per la Pallacanestro Paese, che offre una prestazione davvero loffia, in netta controtendenza rispetto alle buone uscite di questo inizio di campionato.
Stavolta l’infermeria c’entra poco e la sconfitta è frutto più di difetto di concentrazione e mordente, piuttosto che di magagne fisiche.
Da subito gli ospiti peccano in disposizione tattica e grinta, in attacco non mantengono le rispettive posizioni, in difesa men che meno e su tutto il campo approcciano avversario e palla con una mollezza non concedibile a chicchessia, figuriamoci ad una squadra rude come i Marlyns.
Senza che ciò rappresenti una giustificazione per la brutta gara dei gialloneri, l’arbitro ci mette del suo, dimenticando letteralmente a casa il fischietto.
Il risultato è una prestazione nervosa, con la palla che non gira, i possessi gettati al vento che non si contano e, in copertura, gli uomini di coach De Lazzari regolarmente presi in mezzo tra portatore di palla e destinatario del passaggio, entrambi in beata solitudine.
Sotto di 7 dopo il primo parziale, nel secondo periodo Ricki limita i danni con un paio di bombe, che però non impediscono ai padroni di casa di colpire con sconcertante continuità, sia da fuori che sotto, e di incrementare ulteriormente il margine a + 9.
L’intervallo lungo non porta nessuna reazione degli ospiti, sempre troppo remissivi e confusionari.
Nonostante le invocazioni del coach, la difesa rimane bassa (anzi, peggio, a metà strada!), i rimbalzi un miraggio e la precisione offensiva una chimera.
La formazione trevisana piazza dunque troppo facilmente il parziale che cala il sipario sulla partita già dopo 30 minuti di gioco.
Nell’ultimo periodo i Marlyns rallentano ritmo e pressione e si limitano a controllare un risultato già acquisito.
Nemmeno questo sveglia il Paese, che cambia difesa ma non sostanza e continua a sonnecchiare tra palle perse e terzi e quarti tiri concessi agli avversari.
Il risultato finale è un -15 perfino troppo generoso per la compagine giallonera.

Risultati parziali:
Primo quarto: 18 a 11
Secondo quarto: 14 a 12
Terzo quarto: 16 a 9
Quarto quarto: 10 a 11

Tabellini:
Stefano Marcobelli (k): falli 1, punti 8
Tommaso Quero: falli 1, punti 1 (a me pareva fossero 3 …)
Andrea Camarin: falli 1, punti 5
Alessio De Leo: falli 2, punti 5
Valter Naples: falli 3, punti 0
Riccardo Satriano: falli 3, punti 13
Stefano Pizzolato: falli 2, punti 6
Sandro Fornasier: falli 0, punti 1
Silvio Bonfiglio: falli 1, punti 2
Davide Malacchini: falli 1, punti 2

Pagelle:

Stefano Marcobelli: ADOLF HITLER. Perde almeno una palla di troppo, ma guida i suoi con ostinata tenacia, bombardando con continuità gli avversari. Alla fine, perduta ogni speranza di conquistare il campo avversario, capitola mestamente anche lui. Voto: 5,5

Tommaso Quero: L’ISOLA CHE NON C’E’. Ha senza dubbio le potenzialità per costituire un porto sicuro per il gioco del Paese, ma ancora non riesce ad esprimerle. Vaga per il campo senza una metà, scivola lontano dal canestro spinto dal lungo avversario, non si alza a metà campo, non esce sul tiro e non chiude sulla linea di fondo. Quando prende posizione da sotto, poi, sembra sempre che poggi i piedi su una zattera piuttosto che sulla terra ferma. E’ ancora tutto da scoprire. Voto: 5

Andrea Camarin: FUSTAGNO. Offre maggiore robustezza degli altri, ma è comunque un po’ troppo morbido. Non particolarmente ordinato nella trama del gioco tessuto dai suoi, solo di rado disturba quello ordito dagli avversari. Voto: 5,5

Alessio De Leo: CICLO DELLA PLASTICA. Leggerino per tutto il corso del suo utilizzo, è comunque discretamente utile a mantenere un briciolo d’ordine, riciclandosi anche come lungo. Dopo un paio di cross degni del miglior Zambrotta, finisce la sua prestazione segnando qualche punto, ma solo nel garbage time. Voto: 5

Valter Naples: ARGINE DEL BACCHIGLIONE. Lotta e spinge per mantenere la posizione ma riesce a contenere la piena dei padroni di casa solo a tratti, per poi finirne travolto come tutta la squadra. Nella propria area contrasta l’avversario con alterne fortune, ma in attacco ha valenza pari a zero. Voto: 5+

Riccardo Satriano: LO CHIAMAVANO TRINITA’. “La mano destra del Diavolo” è il ricercato numero uno dalla compagine di casa, che infatti gli aizza contro una “box and one” che si rivela efficace anche a causa del mancato supporto dei suoi compagni Bambino, Il Timido e Faina (chi si ricorda il film?). Lotta comunque e ruba diverse palle grazie alle sue velocissime mani. Peccato che stavolta abbia la meglio il Maggiore. Voto: 6

Stefano Pizzolato: PIERO MARRAZZO. E’ insanamente attirato dal portatore di palla, tanto da non fare caso alla propria posizione. In attacco va a cercare il passaggio troppo vicino al compagno invece di rimanere a svolgere il proprio mandato sotto canestro, ma rimedia comunque con la solita “tabellata”. In difesa pecca nel “taglia fuori”, perché cerca troppo “l’anello” invece di dare le spalle all’avversario (e perciò non è “passivo”, e infatti lotta comunque con impegno). Voto: 5+

Sandro Fornasier: MARA CARFAGNA. Se potesse tornare a fare quello che faceva prima, allora sì ne vedremmo delle belle. Purtroppo la infelice congiuntura e le necessità del capo lo costringono a ricoprire un ruolo non suo. Prestazione non buona, ma merita un’altra (pari) opportunità. Voto: 5

Silvio Bonfiglio: MICHAEL SCHUMACHER. Dopo un lungo stop, torna a correre contro i suoi ex colori e tutti si aspettano una grande prestazione. E’ veloce, ma va quasi sempre a sbattere sulla difesa avversaria. La squadra non lo aiuta, ma lui può e deve crescere ancora molto. Voto: 5,5

Davide Malacchini: O.N.U. In attacco è impattante come il Burkina Faso al G8, ma prova a dare fastidio come Ahmadinejad. In difesa non prende una decisione tra il rimanere alto e lo schierarsi subito dentro la linea da tre e così si fa sempre beccare a tergiversare. L’impegno è comunque da casco blu, ma deve essere maggiormente disciplinato. Voto: 5

Giancarlo De Lazzari (allenatore): DANIEL LARUSSO, ALIAS KARATE KID. E’ chiaramente menomato nel fisico, ma non vuole perdersi il combattimento. Prova tutta la partita a “mettere la cera” e “togliere la cera”, ma l’inerzia della gara non cambia. Ancora nuovo del luogo, per oggi ha fallito la sua personale “tecnica della gru”, ma, come recita il titolo del film, lavora … “per vincere domani”. Voto: 6-

Pubblico: I GIGANTI DEL BASKET. Dopo il parterre de rois di venerdì scorso, segue la squadra in trasferta l’intero establishment del Paese, dall’addetto stampa, al porta spugna, fino al Primo Tifoso in persona. Nonostante la delusione, i tifosi non mollano mai! Voto: 7 (credo che sia la prima volta che mi do da solo un voto positivo!!).

Ringhio

Pallacanestro Paese – U.S. Musano 67 – 62

Castagnole, 5 novembre 2010

Questa volta, oltre alla bella prestazione, sono arrivati anche vittoria e tre punti per i ragazzi della Pallacanestro Paese, nonostante l’infermeria giallonera continui ad essere piena. Contro l’ostica squadra del Musano, l’inizio di gara è dominato dalle difese, tanto che a metà del quarto il punteggio è ancora fermo sul 3 a 0. Gli ospiti, schierati a uomo, intensificano la “fisicità” del proprio pressing a tutto campo e provocano diversi errori nella formazione di casa. Il Paese dal canto suo pecca di lucidità, soprattutto in fase offensiva, mentre in difesa continua a sentirsi la carenza di lunghi (solo due di ruolo a referto).

Il secondo quarto prende dunque il via sul +8 per gli ospiti, che non subiscono rilassamenti, né abbassano intensità ed agonismo. I padroni di casa, per contro, impiegano ancora qualche minuto per prendere le misure alla difesa avversaria e così il Musano allunga fino al +15. A questo punto, però, i ragazzi di Castagnole si riorganizzano, si aiutano e si portano finalmente blocchi efficaci per battere con regolarità il pressing del Musano e presentarsi nell’area avversaria spesso in superiorità numerica. L’inserimento anche del secondo lungo di ruolo fa il resto, rendendo il Paese più pericoloso da sotto ed allargando spazi anche per gli esterni. Le certezze degli ospiti cominciano a vacillare ed i gialloneri prendono fiducia, ricucendo lo strappo fino al -7.

Nel secondo tempo i verdi di Musano tentano di sorprendere il Paese con un cambio di difesa, dalla uomo a tutto campo alla zona. La scelta, figlia probabilmente anche del notevole sforzo profuso nei primi venti minuti di gioco, paga però solo per poco. Il Paese, infatti, ancora intimidito dal pressing del primo tempo, ci mette un po’ ad alzare a propria volta la difesa ed ad adeguare l’attacco alla zona avversaria, così a metà del quarto gli ospiti scappano di nuovo a +15. Complice, forse, un po’ di rilassamento del Musano, di qui in poi inizia un’altra partita. Il Paese difende fortissimo a tutto campo e, in attacco, sfrutta gli ampi spazi lasciati liberi dalla morbida difesa a zona avversaria. Ricki ci mette molto del suo, scardinando la difesa da fuori ed aprendo invitanti spazi anche ai lunghi ed al pendolo di turno.

Alla fine del parziale, il punteggio dice dunque -5.

Nell’ultimo periodo il copione non cambia, anzi il Paese sale definitivamente in cattedra e prende a due mani il match. A 5 dal termine l’aggancio e l’immediato sorpasso. Ricki continua a scavare margine e Alessio sferra il colpo del K.O. che mette a dormire gli ospiti sulle note del “de profundis”. La bomba del Musano allo scadere non cambia le sorti della gara e può solo mitigarne la sconfitta. I gialloneri possono dunque festeggiare una vittoria dal sapore agrodolce, una vittoria tutta dedicata al compagno Pioppa.


Risultati parziali:

Primo quarto: 8 a 16

Secondo quarto: 17 a 16

Terzo quarto: 18 a 16

Quarto quarto: 24 a 14


Tabellini:

Stefano Marcobelli (k): falli 4, punti 9

Tommaso Quero: falli 1, punti 2

Andrea Camarin: falli 2, punti 8

Alberto Loreto: falli 2, punti 0

Alessio De Leo: falli 2, punti 5

Giuliano Morosinotto: falli 2, punti 0

Valter Naples: falli 1, punti 6

Riccardo Satriano: falli 4, punti 34

Sandro Fornasier: falli 1, punti 2

Davide Malacchini: falli 1, punti 1


Pagelle:

Stefano Marcobelli: NICK MANOFREDDA. Condannato al lavoro forzato di portare su palla in condizioni davvero difficili, evade ottimamente il compito, dimostrando padronanza e grande freddezza anche in attacco, soprattutto dalla lunetta. Voto: 7,5

Tommaso Quero: FORREST GUMP. Può migliorare in equilibrio e posizione vicino a canestro, ma quando inizia a correre non si ferma davvero più. Pressa a metà campo e recupera velocissimo fino alla linea di fondo. Pesca dalla scatola di cioccolatini una prestazione più che discreta ed alla fine il successo gli arride. Voto: 7

Andrea Camarin: RUBY RUBACUORI. Giovane, atletico e bello da vedere, mette in seria difficoltà l’uomo che gli sta addosso, battendolo regolarmente. Non sarà nipote di Mubarak, ma sfoggia una sicurezza presidenziale anche nella gestione del possesso ed in fase di realizzazione. Voto: 7,5

Alberto Loreto: METRE. Serve palla ai compagni ed imbandisce il gioco con grande sicurezza, anche senza il supporto in campo del grande chèf (Ricki). Tiene l’intera sala sotto controllo e dimostra di essere perfino più di un metre, almeno un metre e venti. Voto: 7+

Alessio De Leo: BANCOMAT. Il coach se lo tiene in tasca, sicuro che col suo inserimento capitalizzerà il risultato al momento giusto. Per tutta la partita offre mani sicure e possessi senza rischi. Al momento di riscuotere, si prende la responsabilità di un prelievo pesantissimo. Voto: 7,5

Giuliano Morosinotto: LAPO ELKANN. E’ pieno di voglia, ma non sufficientemente responsabilizzato dalla propria famiglia. Magari non tocca la palla di Lakers vs. Raptors, ma al Palagrotta la tocca eccome, contribuendo a ripristinare l’ordine in campo con uno stile tutto suo. Voto: 7

Walter Naples. ECLISSE. In centro dell’area oscura il canestro alla vista degli avversari, che sovrasta a suon di stoppate. Anche in attacco contribuisce ad accrescere il buio che si impadronisce del Musano da metà del terzo quarto. Voto: 7

Riccardo Satriano: DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E FINANZIARIA. Mette a bilancio più di metà dei punti della squadra, quasi un punto a minuto di gioco. Crea, inventa e finalizza misure straordinarie che spazzano la crisi. Porta a casa risultato e fiducia battendo l’opposizione del Musano. Sul finire, beneficia del Lodo-Ghigo. Voto: 9

Sandro Fornasier: ARTURO BRACHETTI. Vero e proprio trasformista, è perfettamente a suo agio nelle vesti di guardia, pendolo e lungo. In un secondo smette i panni di attaccante e torna in difesa ad indossare quelli di asfissiante marcatore. L’effetto è che l’avversario ne rimane spesso frastornato. Voto: 7

Davide Malacchini: GUARDIA DI CONFINE. Occupa la posizione, pattuglia ogni centimetro della zona di competenza e cattura diversi palloni. Sconfina con efficacia anche in territorio nemico, dove assiste bene i compagni. Voto: 7

Enrico Gentili (“allenatore”): SPONGEBOB. Se ha un merito è quello di tenere i pori bene aperti quando Adriano gli fa visita in panchina. Assorbe così essenza di basket a sufficienza da rimanerne impregnato quanto basta ad evitare i disastri che invece sono di casa nella serie animata americana. Voto: VILEDA


Tavolo: BUD SPENCER E TERENCE HILL. Coppia ben assortita ed assolutamente affidabile. Il Successo al botteghino è anche merito loro.

Pubblico: I GIGANTI DEL BASKET. Con la storia del basket -dalla “N” di Nordio alla “Z” di Zin- a fare il tifo dagli spalti, il successo non poteva che arridere alla formazione di casa. Voto 8,5

Ringhio