Pallacanestro Paese – A.S.D. Trevizoi 66 – 51

Castagnole (TV), 22 novembre 2009

 

Magari non sarà sempre domenica, ma oggi lo era, eccome!

Vittoria segnata da una prestazione veramente convincente per il Paese, che domina una partita che non è mai stata in discussione, contro un avversario di valore.

Partenza sprint per la formazione di casa che dopo quattro minuti ha già preso il largo, lasciando gli ospiti a quota zero, grazie ad una difesa alta ai limiti della perfezione.

La musica non cambia affatto nel secondo quarto, anzi gli ospiti perdono del tutto il bandolo della matassa e ricorrono sempre più spesso al fallo; e questa volta, al botteghino del cambio, il rapporto tiri liberi/punti è quasi di 1/1 (alla fine del parziale, saranno 11 su 19 i punti realizzati dalla lunetta).

Dopo lo stop lungo i Trevizoi operano il massimo sforzo per tentare il riaggancio, arrivando fino a meno 7, anche per l’uscita dal campo di Richi, gravato da 4 falli, ed il momentaneo infortunio di Guido. Ma chi è chiamato a sostituirli risponde nel migliore dei modi e, complice il nervosismo degli avversari, i gialloneri riallungano sul più 14, giocando grintosi e senza sbavature.

L’ultimo quarto è pura accademia, con Ciula e la lingua dello stanchissimo Guido che pendolano per tutto il campo, e Stevo e Richi che giocano al rallenty per consumare i pochi minuti che separano i ragazzi di coach Zin dalla vittoria (e dal meritato pasto!).

A onor del vero, bisogna però riconoscere che il merito del successo dev’essere equamente ripartito tra la squadra, l’allenatore e … il piede di Furio.

 

Risultati parziali:

Primo quarto: 19 a 9

Secondo quarto: 19 a 14

Terzo quarto: 15 a 16

Quarto quarto: 13 a 12

Tabellini:

Stefano Marcobelli: falli 4, punti 0

Andrea Montagner: falli 1, punti 0

Andrea Camarin: falli 2, punti 13

Mattia Bellan: falli 1, punti 1

Giuliano Morosinotto: falli 4, punti 2

Walter Naples: falli 4, punti 0

Riccardo Satriano: falli 4, punti 22

Alessandro Zandona’: falli 4, punti 4

Guido Galletti: falli 2, punti 24

Pagelle:

Stefano Marcobelli. LA PIOVRA. Si avvinghia all’avversario senza dargli respiro e contribuisce a rubare palloni come se avesse otto tentacoli. In attacco pare avere le ventose sulle mani e spreca pochissimo. Termina esausto (mancare il ferro di un metro non è da lui), ma a braccia levate. Voto: 7

Andrea Montagner: AEDES ALBOPICTUS. Meglio nota come “zanzara tigre”, punge ed infastidisce gli avversari con una pressione costante e snervante, che non cessa al levarsi del sole (anzi, sembra più efficace proprio la mattina). Velocissimo negli spostamenti, sembra però un po’ leggerino in attacco. Rimane incollato alla panchina (ma che c’era, la carta moschicida?!), attendendo con pazienza il suo turno. Voto: 7

Andrea Camarin: GRAFFETTATRICE. Finalmente spara punti pesanti con continuità e sicurezza. Lega il gioco in attacco e inchioda le iniziative degli avversari, cui scuce diversi palloni. Eccola la macchina oliata che aspettavamo! Voto: 7,5

Mattia Bellan: PORTALETTERE. Spesso non ci si rende conto di quanto sia prezioso il contributo di chi ci porta le cose dove ci servono, servendocele ben comode e senza perderle mai. Portare il gioco in attacco ed “impostare” l’azione è una responsabilità che svolge con estrema diligenza e precisione, permettendo così ai compagni di preoccuparsi solo della fase realizzativa. Voto: 7

Giuliano Morosinotto: PREDATOR. Da come si muove sembra un aereo senza pilota, ma è perfetto per sostituire efficacemente i top gun che devono rifiatare. Non si limita a missioni di ricognizione, ma sgancia anche un proiettile che centra perfettamente il bersaglio. Voto: 7

Walter Naples: THE WALL. All’esordio stagionale, è ancora un po’ cementato nei movimenti, ma in mezzo all’area costituisce una barriera insormontabile. Sulle sue lunghe leve rimbalzano molti tiri degli avversari, che mura letteralmente come il pallavolista Fei quando è in forma. Voto: 7

Riccardo Satriano. ARROSTO CON PATATE. Per una volta deve accontentarsi di fare il “secondo”, visto che il top scorer è Guido. Grazie anche all’ottimo contorno dei compagni ed alla sapienza dello chef (Adriano, che lo tira fuori dal forno in tempo, affinché non si bruci coi falli), ne vien fuori comunque una pietanza superba. Voto: 7

Alessandro Zandona’: JINGLE BELLS. La vecchia carampana sfiora l’età di Santa Claus, ma sfoggia ancora movimenti da far suonare le campane. Peccato che sotto canestro ogni tanto quello suonato sembra proprio lui, che comunque distribuisce assists ai compagni come doni natalizi. Voto: 7

Guido Galletti. GANG BANG. Evidentemente è considerato dagli avversari come l’uomo più prolifico, visto che nemmeno la Jessika Rizzo dei tempi d’oro prendeva tanti falli in una volta sola. Impegna da solo 5 uomini e delizia tutti i presenti con una mano da sogno. Dopo una prestazione del genere, è normale che esca dal campo sfiancato. Voto: 8

Adriano Zin (allenatore): HERNAN CORTES. L’ultima partita aveva interpretato il ruolo del sovrano sconfitto, oggi cambia fronte e impersona alla perfezione il condottiero sagace e spietato. Nonostante l’esiguo numero dei suoi, domina l’avversario, che costringe alla resa senza aver quasi combattuto. Forse, specialmente in vista di Tenochtitlan (la capitale azteca, quindi la fine della campagna di conquista) poteva affidarsi maggiormente alla retroguardia riservista, concedendo più riposo alle prime linee. Voto: 7

Tavolo: PERFETTI, tutti e tre: Ghigo, Furio e il piede di Furio.

Pubblico: CASTING X FACTOR. In tanti partecipano, ma solo pochi escono dal palazzetto contenti. Tra questi un vero talento del futuro: Riccardo è ancora piccolo ma è già più bravo di papà. Voto: 7,5

Ringhio

Polisportiva Preganziol – Pallacanestro Paese 65 – 49

Preganziol (TV), 17 novembre 2009

Altro K.O. per la Pallacanestro Paese, che trova il primo stop esterno a Preganziol.

Gli ospiti pagano soprattutto le importanti assenze sotto canestro, dove i lunghi a disposizione di coach Zin raramente riescono a mettere in difficoltà la difesa avversaria.

Buona la difesa alta, almeno fino alla sciagurata espulsione del Pioppa che ha chiuso una partita fino a quel momento ancora aperta (si era a -6).

Meno bene l’attacco, dove sono troppi i tiri facili sbagliati (anche i liberi); nell’ultimo quarto, poi, si vedono in campo solo 5 giocatori e non una squadra, ed è ovvio che le iniziative personali 1 contro 5 (che non è il 5 contro 1, che è un’altra cosa …) sono quasi sempre fallimentari.

Solo Richi, infatti, trova punti con continuità, ma è troppo solo, come testimoniano i tabellini individuali di tutti gli altri, fermi a punteggi da partita di bocce. Inevitabile, dunque, tornare a Paese a mani vuote.

Note: fallo tecnico ed espulsione per Alessandro Zandona’ (paste!)

Risultati parziali:

Primo quarto: 13 a 11

Secondo quarto: 14 a 14

Terzo quarto: 22 a 14

Quarto quarto: 16 a 10

Tabellini:

Stefano Marcobelli: falli 5, punti 0

Furio De Angelis: falli 4, punti 2

Andrea Montagner: falli 2, punti 3

Andrea Camarin: falli 3, punti 7

Mattia Bellan: falli 0, punti 2

Giuliano Morosinotto: falli 1, punti 5

Riccardo Satriano: falli 3, punti 22

Enrico Gentili: falli 2, punti 4

Alessandro Zandona’: falli 5, punti 4

Cristian Barbisan: falli 4, punti 0

Pagelle:

Riccardo Satriano, Stefano Marcobelli, Alessandro Zandona’ e Furio De Angelis: FANTASTICI QUATTRO.

Riccardo Satriano. MISTER FANTASTIC alias REED RICHARDS. Al pari dell’uomo allungabile, arriva su tutti i palloni, difende da supereroe e colpisce con continuità. Non è sempre perfetto tatticamente, anche a causa dei compagni, poco abili nel supportarlo. Da bravo difensore del bene, pensa solo a giocare senza mai lamentarsi dei colpi ricevuti. Voto: 6,5

Stefano Marcobelli. LA DONNA INVISIBILE alias SUSAN STORM. Come la bella eroina (moglie dell’uomo allungabile … ahi, ahi, ahi), capace solo di creare dei campi magnetici di protezione, anche il capitano dimostra più armi difensive che capacità offensiva. Copre i compagni con una difesa davvero grintosa e calamita nel proprio campo d’azione diversi palloni, ma è invisibile in attacco. Cerca comunque di aiutare i compagni, distribuendo con precisione il gioco. Voto: 6

Alessandro Zandona’: LA TORCIA UMANA alias JOHNNY STORM. Parte bene, dimostrando voglia e tentando di spiccare il volo al pari dell’eroe della Marvel. Sbatte però contro una difesa avversaria molto aggressiva, cui regala diversi palloni. Non riuscendo ad utilizzare i superpoteri sfoggiati nelle ultime partite, si innervosisce e prende fuoco proprio nel momento meno opportuno. L’unico che rimane scottato è però lui stesso, che deve abbandonare i compagni anzitempo. Voto: 4

Furio De Angelis. LA COSA alias BEN GRIMM. Brutto e pelato come Ben, non mette però in campo la stessa forza animalesca. Velocità e movenze sono pressoché identiche, così come la mano di pietra che mostra sotto canestro. Anche lui, però, è il più simpatico del gruppo (pensa chealtri!). Voto: 5,5

Andrea Montagner: INTERNAZIONALE. Sembra la squadra nerazzurra in Champions, mette in campo grande fisicità ed intensità, senza però grandi risultati. Difende alla morte e prende tre punti allo scadere del parziale (come l’Inter a Kiev … che culo!). Non è ancora al massimo, ma speriamo tutti di vederlo presto vincente (Andrea, non l’Inter!). Voto: 6

Andrea Camarin: METRONOTTE. Affidabilissimo nel difendere, in attacco, però, inizia a lavorare quando gli altri sono già a casa. Segna 7 punti, di cui 6 nell’ultimo minuto, a partita ampiamente finita. Serve maggiore convinzione nei minuti che contano, quando i ladri non sono ancora scappati. Voto: 5,5

Mattia Bellan: JILES FRENCH. Il maggiordomo della popolare serie TV “tre nipoti e un maggiordomo” non era appariscente eppure era un protagonista del telefilm. Allo stesso modo il play giallonero non si nota molto, ma è capace di mettere ordine dovunque passi. Riesce a far giocare i suoi bimbi con disciplina e rigore tattico. Voto: 6

Giuliano Morosinotto: RENATO POZZETTO. Tratta la palla come una “patata bollente” e sembra dire “mollo tutto” pur di liberarsene in fretta. Il “ragazzo di campagna” sfoggia però una inedita sicurezza e dell’avversario diretto pensa “lui è peggio di me”. Certo, “nessuno è perfetto”, ma Ciula mostra due splendide “mani di fata”, con le quali mette dentro “questo e quello”, da due e da tre. “Porca vacca” che partita! Voto: 7

Enrico Gentili: INTEGRO. L’ultima volta che aveva calcato il parquet di Preganziol ci aveva lasciato un piede, ieri sera è uscito intero e già questo è un successo. Un po’ meglio rispetto all’ultima apparizione, sembra comunque ancora lontano dalla forma migliore. Voto: un po’ meglio del Pioppa.

Cristian Barbisan: SAN BRUNO DI COLONIA. Forse non merita di essere venerato come il santo fondatore dell’ordine dei certosini, ma quanta pazienza per assistere pressoché impotente alla sconfitta dei suoi! Votato a vita speculativa, gioca poco e contempla i compagni, senza mai privarli del proprio generoso supporto. Come il certosino col Papa, anch’egli risponde senza esitazione alla chiamata del coach. Voto: 6

Adriano Zin (allenatore): MONTEZUMA XOCOYOTZIN. Come l’ultimo imperatore azteco cedette troppo facilmente al conquistador spagnolo, così il coach sembra perdere fiducia troppo presto di fronte all’avversario. Striglia i suoi anche a mezzo di sostituzioni punitive, ma ciò non evita la capitolazione, nonostante le esigue forze nemiche. Voto: 5,5

Pubblico: STANZIALE. Il pubblico, sempre presente in casa, non si schioda dal PalaCastagnole e lascia ancora una volta senza supporto la squadra in trasferta. Poco male… vi aspettiamo domenica in casa! Voto: s.v.

Ringhio

 

Pallacanestro Paese – Pallacanestro Trevigiana 64 – 76


Castagnole (TV), 14 novembre 2009

Prima in casa e primo boccone amaro per il basket Paese, che perde una partita comunque non priva di spunti positivi.

I gialloneri sembrano meno sicuri, giocano poco di squadra e subiscono il gioco ben organizzato degli ospiti, abilissimi a girare palla e pescare sempre un tiratore libero (e preciso, ahimè!).

Se si aggiungono le caterve di rimbalzi concessi agli avversari e le percentuali al tiro (liberi compresi) da minibasket, ecco servita la copia gialla del referto di gara.

Buoni comunque, oltre alla prestazione personale di qualche singolo giocatore, l’impegno di tutti, la solita magistrale conduzione di Adriano ed il fair play dimostrato in campo, che deve caratterizzare tutta la stagione del Paese.

Avvio equilibrato con la formazione ospite che mette il naso avanti nel finale, grazie ad una bomba.

Nel secondo quarto la Pallacanestro Trevigiana prende il largo, grazie ad una netta supremazia al tiro ed a rimbalzo.

Il riposo lungo non cambia di molto le cose ed il Paese non riesce a contenere la vena realizzativa degli ospiti.

Nell’ultimo parziale le difese restano in panchina, i ragazzi di casa provano il riaggancio ma trovano punti solo da due o tre giocatori; gli ospiti controllano e portano a casa i due punti.

Note: esordio nel Paese di Andrea Montagner (1 fallo, 0 punti).


Risultati parziali:

Primo quarto: 14 a 18

Secondo quarto: 11 a 19

Terzo quarto: 16 a 19

Quarto quarto: 23 a 20


Tabellini:

Stefano Marcobelli: falli 3, punti 5

Furio De Angelis: falli 1, punti 1

Andrea Montagner: falli 1, punti 0

Andrea Camarin: falli 4, punti 6

Mattia Bellan: falli 2, punti 2

Riccardo Satriano: falli 4, punti 22

Enrico Gentili: falli 3, punti 2

Alessandro Zandona’: falli 2, punti 9

Guido Galletti: falli 4, punti 16

Sandro Fornasier: falli 3, punti 1


Pagelle:

Stefano Marcobelli: MASTER PL ELECTRONIC DIMMABLE. Come la nuovissima lampadina Philips, offre un rendimento sicuro e costante, emana una luce diffusa senza abbagliare.Sbaglia poco (mannaggia … quel canestro in contropiede!) e fornisce il solito contributo in punti, costruzione del gioco e difesa. Voto: 6

Furio De Angelis: PENDOLARE TRENITALIA. Attende gli assists altrui fermo in post (o peggio … sulla linea da tre!) come un impiegato sulla banchina della stazione in attesa del regionale delle 18.00. All’esordio, sul treno ci sta poco ma timbra comunque il biglietto con un punticino.Voto: 5,5

Andrea Montagner: HUNGA HA’APAI. In ritardo di qualche mese sul vulcano sottomarino al largo di Tonga, erutta voglia di giocare a lungo sommersa in panchina. Così come la spettacolare eruzione del marzo scorso, il suo esordio vede però più cenere che fiammate, ma si intuisce comunque l’energia che si nasconde sotto il pelo dell’acqua. Gioca troppo poco per essere valutato. Voto: S.V.

Andrea Camarin: FEROX. Prestazione accostabile, più che al vocabolo latino (“feroce”), al noto antiruggine della Arexons. Alla seconda partita, sembra meno bloccato e più convinto. Presto sarà una macchina da punti perfettamente oliata. Corre, si impegna e segna, ma solo nel garbage time. Voto: 6

Mattia Bellan: DORANDO PIETRI. Corre e fatica come il maratoneta italiano alle olimpiadi di Londra del 1908. L’ingrato compito di portare su palla ed il sacrificio in difesa condizionano il rendimento in attacco, dove l’iniziativa è giocoforza poca ed i punti meno ancora. Come fu per il grande atleta dei primi del secolo scorso, la vittoria va ad altri, ma l’onore è tutto per lui. Voto: 6

Riccardo Satriano: NANGA PARBAT. Ci ha abituati a prestazioni himalayane da Everest o K2 e ieri sera è stato appena un gradino più in basso. Rimane comunque una cima del basket over 8.000. Prende molta iniziativa ma non sfoggia la solita mano chirurgica. Corre comunque moltissimo e scala la partita senza l’aiuto dell’ossigeno. Voto: 6,5

Enrico Gentili: STOCCAFISSO. Rigido come una platessa della Findus, ha la stessa convinzione ravvisabile nell’occhio di una cernia sul bancone del pescivendolo. Vista la prestazione, Adriano lo tiene giustamente nel retino, liberandolo in campo solo pochi minuti, in cui, a parte qualche rimbalzo, non incide per niente. Voto: 5

Alessandro Zandonà: 300. Lotta (e perde) come uno spartano alle Termopili. 300 sono anche i tiri che prende, spesso senza successo. Subisce la fisicità degli avversari cui concede troppi rimbalzi. Impegno e grinta sono però sempre garantiti. Voto: 6

Guido Galletti: ASTERIX. Come il celebre gallico contro i romani, guida il suo manipolo di soldati nella difesa contro l’invasore, che tenta di conquistare il campo di Castagnole. Si carica il pesante menhir della partita sulle spalle e combatte con grazia e forza senza nemmeno ricorrere ad alcuna pozione magica, ma solo col sostegno e l’incitamento del grande druido Adriano. Passerà alla storia come il capo dei … Galletti. Voto 7,5

Sandro Fornasier: GHOST. Non pervenuto. Evidentemente non trova la sua Oda Mae Brown (la medium del film, interpretata da Whoopi Goldberg, grazie alla quale il protagonista riesce ad interagire col mondo reale), visto che non impatta minimamente sul match. Offre come al solito il massimo dell’impegno, non sbaglia nulla, ma nemmeno garantisce pericolosità. Gioca poco, ma sostiene sempre i compagni. Voto: 5,5

Adriano Zin (allenatore): HAMISH PEPPER. Non pretendo che sappiate chi è, per cui ve lo dico io: è il tattico di Oracle, l’imbarcazione finalista dell’ultima America’s cup. Stratega abilissimo, deve inchinarsi di fronte al forte avversario, non per demeriti propri, ma per errori del suo equipaggio. Tiene comunque la barca in scia dell’avversario fino all’ultima boa. Voto: 7

Tavolo: ENCOMIABILE, come al solito. Gestisce tutto con ordine e sicurezza impeccabili, anche quando viene tradito dal tabellone luminoso. Voto: 7,5

Pubblico: OTTIMO E ABBONDANTE. Pizzo e Magoo non pagano l’ingresso, perché, per politica della società, i giovani entrano gratis. Voto: 7,5

Ringhio

Il Pioppa è in tutte le edicole

Dai fasti degli anni ’70 alla scomparsa nei meandri di qualche edicola di provincia. Sto parlando dei fumetti erotici, quelli che da piccoli ci hanno accompagnato nella nostra crescita e che oggi tornano con un nuovo eroe.

Il Tromba raccontava le gesta di un militare, scelta non casuale, dato che la maggior parte dei lettori erano proprio giovani sotto naja.

6a00d8341c684553ef00e54fb9ece98834-800wi.jpg

Il Montatore aveva le sembianze di Lando Buzzanca.

ilmontatore_00tette.jpg


Il Lando è stato il precursore.

lando5mw8.jpg


Ed oggi nasce per noi un nuovo mitico fumetto ambientato nel mondo del basket minore, oserei dire amatoriale, ricco di colpi di scena e ammiccanti teatrini.

Lo trovate in edicola ogni settimana: correte a comprarlo!

Pioppa. copia.jpg

 

Fortitudo Vedelago – Pallacanestro Paese 53 – 62

Vedelago (TV), 6 novembre 2009

Si riparte e si riparte bene, con un successo che rende giustizia al sudore versato quest’estate sui campi dei colleghi Paesani della palla ovale, che ci hanno gentilmente ospitato per la fase della preparazione atletica (atletica … si fa per dire).

Performance convincente, ottenuta grazie ad una prova di maturità del collettivo (se manca qualcosa all’organico del Paese, non è certo la maturità dei suoi atleti!), pur orfano di pezzi da 90 come Pizzo e Walter ed anche di pezzi da 110 come Furio.

Ai nastri di partenza del match (oltreché del campionato) le squadre dimostrano subito la voglia tenuta a freno per i lunghi mesi estivi lontano dal basket giocato e l’intensità che si vede in campo ne è la prova evidente.

La compagine giallonera, all’uopo arringata da Coach Zin, ci mette però anche concentrazione e disciplina tattica e scava un margine di 14 lunghezze all’intervallo lungo, con ben 7 giocatori che marcano punti.

Il terzo quarto vede il ritorno della formazione di casa, che difende al limite del regolamento e trova un paio di bombe che assottigliano il margine.

Ma il Paese mantiene la calma, stringe le maglie in difesa e viaggia su percentuali di sufficienza anche in attacco, dove tutto sommato sono pochi i palloni persi (grazie anche al nuovo acquisto in cabina di regia) rispetto a quelli che finiscono in fondo alla retina (grazie soprattutto alle solite affidabili mani di Richi).

Nell’ultimo parziale la squadra di Zin controlla con autorità e senza affanni e chiude sopra di 9, senza aver mai seriamente rischiato il riaggancio.

Note: esordiscono nel Paese Andrea Camarin (6 punti, 1 fallo) e Bellan Mattia (1 fallo).


Risultati parziali:

Primo quarto: 13 a 16

Secondo quarto: 11 a 22

Terzo quarto: 14 a 9

Quarto quarto: 15 a 15


Tabellini:

Stefano Marcobelli: falli 2, punti 5

Andrea Camarin: falli 1, punti 6

Giuliano Morosinotto: falli 1, punti 0

Riccardo Satriano: falli 3, punti 22

Enrico Gentili: falli 3, punti 7

Alessandro Zandona’: falli 4, punti 11

Guido Galletti: falli 1, punti 9

Sandro Fornasier: falli 1, punti 2

Cristian Barbisan: n.e.

Mattia Bellan: falli 1, punti 0

Pagelle:

Stefano Marcobelli: FORT ALAMO. E’ costantemente assediato dagli avversari quando porta su palla, ma a differenza dell’illustre predecessore David Crockett, porta a casa pelle e risultato. D’altra parte, in difesa è lui che aggredisce con ferocia l’avversario diretto, causando al nemico gravi perdite … di palloni. Voto: 7

Mattia Bellan: FORT KNOX. Come il capitano, si difende egregiamente dagli assalti avversari e tiene la palla al sicuro quanto la riserva aurea degli Stati Uniti. Distribuisce palloni come la Federal Reserve obbligazioni ed il tasso finale è un più 9 sul Vedelago. All’esordio, prende poca iniziativa, ma mette ordine e contribuisce in modo determinante alla vittoria. Voto: 7

Andrea Camarin: ROCCO SIFFREDI. Voglia e prestanza fisica non gli mancano di certo e mostra una propensione naturale per la penetrazione. Qualche volta pecca in convinzione, ma non lesina impegno e corsa. Dimostra potenzialità importanti e per questo, anche se si ferma solo a quota 6, noi lo aspettiamo su misure ben superiori, come il grande Rocco nazionale. Voto: 7

Giuliano Morosinotto: NATALIE. Assomiglia ad un giocatore di basket quanto il noto trans ad una donna, ma non si può dire che non c’abbia messo “del suo” sul risultato finale. Si fa “un culo così” in difesa ed anche in attacco, come il famoso trans, riesce a tenere occupato almeno un uomo della formazione di casa (che stavolta non è quella di via Gradoli). Voto: 6,5

Riccardo Satriano: MOHANDAS KARAMCHAND GANDHI. Come la “Grande Anima” del popolo indiano, prende un sacco di botte senza lamentarsi mai; al pari del Mahatma è un leader indiscusso; quanto lui, guida i suoi alla conquista della vittoria attraverso la “non violenza”; a differenza del grande Gujarati, però, giocava pure fuori casa! Voto: 8

Enrico Gentili: BARYSHNIKOV. A voi giudicare se trattisi di Aleksandr o Michail, il primo famoso per aver inventato l’innovativa tecnica rotatoria nel lancio del peso, il secondo per le sue funamboliche piroette sul palco del Bolshoi e dell’American Ballet Theatre. In ogni caso, nel nome ci deve essere lo stesso destino che accomuna anche il numero 14 del Paese, visto che delle sue giravolte ormai si parla in lungo e in largo. E poco importa se qualcuno vi ha visto solo un “passi”, anziché apprezzare la bellezza del movimento in sé. Voto: la storia mi renderà giustizia!

Alessandro Zandona’: SEQUOIA SEMPERVIRENS. Conta gli anni come gli anelli della grande cupressacea californiana, ma come essa svetta indiscusso sul suo habitat naturale, l’area dei tre secondi. Mette punti e agonismo e non si piega nemmeno sotto i colpi, a volte davvero duri, dei boscaioli avversari. Voto: 7,5

Guido Galletti: APPALOOSA. Vero stallone di razza, disciplinato ma imprevedibile, forte ed agile.Da fuori danza come un cavallo al dressage, sotto canestro scalpita disarcionando spesso chi tenta di tenerlo. In difesa galoppa senza sosta nella zone-press messa in campo dal coach. Voto: 7

Sandro Fornasier: CONTROFILOTTO REALE RITORNATO CON PALLINO. In attacco batte un colpo solo, ma è un colpo da maestro: mette in buca due punti pesantissimi in uno contro uno, con precisione da tavolo verde. Per tutta la partita rappresenta una sponda sicura per i compagni ed in difesa rimpalla ogni pallone avversario. Voto: 6,5

Cristian Barbisan: FRANCESCO TOTTI. Commovente; pur non giocando, non priva la squadra del proprio prezioso supporto psicologico. Incita e tifa per tutta la partita, merita di festeggiare la vittoria al pari degli altri. Voto: 7

Adriano Zin (allenatore): REVERENDO TIMOTHY LOVEJOY. Come il pastore di Springfield, inizia la serata con un sermone sui buoni sentimenti nei confronti della classe arbitrale. In campo è il solito motivatore e fatica non poco per riuscire a razzolare così come ha predicato. Contribuisce, con correttezza e carisma, ad una gara bella ed equilibrata, anche sotto il profilo arbitrale. Chi ben inizia … Voto: 7,5

Pubblico: purtroppo, per una volta, non pervenuto.

Ringhio

Buona la prima

Sono appena rientrato dalla partita, il mitico derby della Castellana, e sono contento.

Abbiamo iniziato il campionato con una vittoria e questo ripaga la fatica fatta durante gli allenamenti. Non voglio scrivere di punteggi, tabellini o commenti dei singoli, per questo lascio lo spazio a Ringhio, nostro redattore sportivo ufficiale.

Quello che voglio dire è che siamo partiti con il piede giusto, non solo per il risultato ma per come è stato conquistato. Ho visto una squadra compatta, che non ha perso lucidità nei momenti più difficili, che ha risposto con serenità ad alcune provocazioni e che non ha mai mollato.

Stasera tutti erano concentrati, pronti e decisi; anche se poi il nostro modo di giocare non è cambiato sostanzialmente e gli errori sono sempre gli stessi. La differenza è stata che siamo rimasti uniti e non ci siamo lamentati con gli arbitri e non ci siamo arrabbiati per qualche tiro o passaggio sbagliato…li abbiamo sempre fatti e continueremo a farli ma ci siamo incitati su ogni pallone ed ogni azione, anche dalla panchina, anche chi ha giocato poco o non è neanche entrato.

Segno che il clima in palestra è quello giusto! Forse l’anno scorso eravamo un pò troppo nervosi e questo non ci lasciava giocare bene.

E’ per questo che ho deciso di lanciare una nuova iniziativa:

LA MISSIONE MARIACHI


mariachi2.jpg


i dettagli per ora sono segreti; posso solo dire che servirà a non perdere di vista quello che deve essere il nostro obbiettivo: dare il massimo non dimenticando che il fine è divertirsi!

La fase uno della Missione Mariachi è iniziata ieri con la definizione degli obbiettivi. Ora possiamo concentrarci sui mezzi per portarla a termine.

Innanzi tutto servono dei fondi per finanziarla pertanto dal prossimo allenamento raccoglierò una quota libera e volontaria di 10€ a testa. Chi non vuole aderire è libero di farlo ma verrà messo alla pubblica berlina.

Una volta raggiunta la cifra prefissata passeremo alla fase acquisizione materiale.

State collegati, vi terro aggiornati. E ricorda la MISSIONE MARIACHI ha bisogno del tuo contributo.

Il vostro, stanco ma soddisfatto, Capitano

Stevo