Pallacanestro Paese – Fisle Treviso 57 – 89

Castagnole, 24 aprile 2009

Come non detto. Purtroppo la Pallacanestro Paese non ha fatto seguire la buona prestazione che ci si aspettava per dare continuità alle due buone gare precedenti. Tuttavia, non è proprio tutto da buttare quel che si è visto venerdì sera alla palestra comunale di Castagnole.

La partita, infatti, è sì stata brutta, ma non certo per mancanza di voglia, anzi forse per eccesso e cattiva canalizzazione della stessa, sfociata più in nervosismo che in sano agonismo. Parte bene il Paese, la squadra è ordinata e, nel primo quarto, trova punti da sei dei dieci giocatori a disposizione di coach Zin.

Il ritorno degli ospiti assottiglia il margine costruito, ma il parziale si chiude comunque sopra di tre. I secondi 10 minuti sono forse i più brutti (anzi no, dimenticavo l’ultimo quarto!) e sfortunati della stagione per i ragazzi di casa. La luce si spegne, palle perse e tiri forzati non si contano, esce per infortunio Richi e Guido torna a risentire del vecchio guaio muscolare, senza contare il davvero poco edificante sfogo di nervosismo del peggiore in campo (no, per una volta non sto parlando di Furio).

Fortunatamente l’intervallo negli spogliatoi porta consiglio ed al reingresso in campo i gialloneri sembrano aver superato il momento di sbandamento, reggono il confronto con gli avversari nonostante la pesantissima assenza di Richi ed un Guido acciaccato e sembrano addirittura poter tornare sotto, grazie soprattutto a Stevo e Pioppa che appaiono ispiratissimi.

Ma è un fuoco di paglia. L’ultimo quarto scende in campo una sola squadra e non è quella di casa. In attacco, quando ci si arriva, non si riesce nemmeno a fare il primo passaggio: il play è pressato, nessuno lo aiuta, nessun appoggio del lungo nel cerchio di metà campo, tutti nascosti dietro il proprio difensore; logica conseguenza sono le caterve di punti in contropiede per il Fisle, che chiude il quarto 31 a 9 (ho detto 31 a 9! Cioè moltiplicato per quattro farebbe 124 a 36!!!). Aggiungasi l’ulteriore piccolo infortunio per Sandro Papà (oltre a quelli degli ospiti) e ne esce una partita da dimenticare al più presto.

 

Tabellini:

Stefano Marcobelli: falli 3, punti 15

Furio De Angelis: falli 4, punti 2

Walter Naples: falli 2, punti 6

Riccardo Satriano: falli 2, punti 13

Enrico Gentili: falli 3, punti 0

Alessandro Zandona’: falli 3, punti 6

Stefano Pizzolato: falli 2, punti 2

Guido Galletti: falli 3, punti 9

Sandro Fornasier: falli 2, punti 1

Christian Barbisan: falli 3, punti 3

 

Pagelle:

Stefano Marcobelli: ACHILLE. Come il mitico re dei mirmidoni detto “pié veloce”, in assenza di Richi, guida i suoi all’assalto di Troia. E’l’unico ad essere pericoloso in tutte le zone del campo ed a mantenere per tutta la partita lucidità e concretezza. Il suo tallone si appalesa solo quando non è supportato nel portar su palla e nella costruzione dell’azione. Voto 7

 

Furio De Angelis: JAVA. Chi ha familiarità coi fumetti della Bonelli non può non ricordarsi dell’aiutante neandertaliano di Martin Mystère. Primitivo, certo, ma efficace; sgraziato, senz’altro, ma affidabile; brutto, sicuro, ma … ma … per quanto ci pensi, non mi viene altro di buono da scrivere! Non sempre la mette, ma impegna comunque la difesa avversaria, in difesa corre e spinge come sempre. Voto: 6

 

Walter Naples: K2. Da lassù fa valere le sue doti fisiche, che impiega più in difesa che in attacco, dove sfoggia comunque buona precisione. Piazza il solito paio di stoppatine all’improvvido scalatore di turno. Voto: 6+

 

Riccardo Satriano: CHIAVE DI VOLTA. La sua assenza dimostra, soprattutto nell’ultimo quarto, che non porta solo punti, ma permette anche l’impostazione di ogni azione d’attacco. Senza di lui alla squadra manca il punto d’appoggio e crolla quasi subito. Finché sta in campo rimane concentrato solo sulla partita ed è autore della solita ottima prestazione. Voto: 7 (p.s.: Kwai Chang Caine era il protagonista della serie TV degli anni ottanta “Kung fu”, con David Carradine)

 

Enrico Gentili: NO COMMENT. Mi è sempre difficile autocommentarmi, oggi ancora di più.Quindi… a voi la parola …

 

Alessandro Zandona’: SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO. C’è qualcosa di magico nella disinvoltura con cui vola a canestro, inanellando punti e falli subiti, e il pensiero corre a Mary Poppins che volteggia sui tetti di Londra. All’inizio non riesce a riversare sul parquet la carica agonistica che lo possiede, ma nel terzo quarto la doma, apre l’ombrello e spicca il volo. Voto: 7

 

Stefano Pizzolato: OLIVER SACKS (nuova edizione del concorso a premi: una birra al primo che mi dice chi era, senza usare internet). Dopo l’ultima partita ed il brillante inizio di questa, sembrava aver definitivamente spazzato ogni problema di catatonia, ma, passato il primo quarto, spegne la luce e torna in letargo. Davvero poco incisivo in attacco, in difesa invece corre e (naufragio collettivo dell’ultimo quarto a parte) contribuisce alla causa comune. Voto: 5,5

 

Guido Galletti: FELIPE MASSA. Ha senz’altro grinta e doti tecniche da primo della classe, ma, costretto a giocare nonostante l’acciacco fisico, sembra la Ferrari senza kers e diffusori. Nonostante questo, gioca una buona partita e tiene a galla la squadra nel black out del terzo quarto. Voto: 6,5

 

Sandro Fornasier: MACCHIA NERA. Come il disneyano malvivente, rimane nell’ombra, ma questa volta senza il solito profitto. Non che abbia lesinato il solito lavoro in difesa, ma in attacco, dopo l’uscita di Richi, avrebbe potuto dare di più, non solo proponendosi ed aprendo spazi per gli altri (cosa che, come sempre, ha fatto), ma anche in termini di iniziativa e punti. Voto: 5,5

 

Christian Barbisan: BARZOTTO. E’ tornato dopo lunga assenza, ma non è ancora nella forma migliore. Entra e si trova a dover gestire la palla pressato e senza Richi a toglierlo dai guai e questa non è certo la situazione migliore per riprendere gradualmente il ritmo gara. Nei pochi minuti in campo non incide, né nel bene, né nel male, ma bagna comunque il debutto (a parte i pochi secondi della partita con Ormelle) con tre punti. Voto 6

 

Adriano Zin (allenatore): LUIGI CADORNA. Come il tristemente noto generale, parte benissimo e costringe gli avversari sulla difensiva, ma perdetroppo presto l’apporto dell’artiglieria pesante (leggi Richi). Tiene comunque bene fino alla fine del terzo quarto ed è semplicemente perfetto nella gestione emotiva dei suoi. Nell’ultimo quarto assiste impotente allo sfaldamento delle poche truppe rimastegli (Richi e Sandro fuori, Guido e Christian non in perfetta forma) e non riesce ad evitare la Caporetto finale. Voto: 6+

 

Tavolo: MAURIZIO NICHETTI E GIANNI FANTONI. Umbe ha fatto un po’ di casino col tabellone, ma per il resto tutto ok. Voto:7

 

Pubblico: ENTRATO GRATIS. Ma una volta, per vedere i film dell’orrore, non si doveva pagare? Voto (per non aver abbandonato il palazzetto in anticipo e per non aver contestato): 7,5

 

Ringhio

 

Pallacanestro Paese – Evergreen Ormelle 73 – 93

Castagnole, 19 aprile 2009

Continuità. Questa deve essere la parole d’ordine anche per le prossime due partite, le ultime della stagione. Nonostante la sconfitta, infatti, quella giocata a Castagnole contro l’Ormelle è la seconda buona prestazione di seguito e, vista l’altalenanza di rendimento che ha caratterizzato tutto il campionato del Paese, questo può già definirsi l’inizio di una miniserie virtuosa, che speriamo si concluda assieme al torneo e preluda ad una stagione 2009/2010 più ricca di soddisfazioni.

Ormelle arriva a Castagnole decisa a riscattare la sconfitta patita dal Fisle e non può certo permettersi altri passi falsi se vuole accedere alla fase successiva.
Parte dunque forte la formazione ospite, che impone da subito il proprio ritmo, gira bene la palla e colpisce soprattutto da dentro l’area.
I ragazzi di Zin sembrano già in difficoltà, un po’ sulle gambe in difesa (la domenica mattina è sempre una tragedia convincere i muscoli a collaborare) e incapaci di trovare spazi in attacco, e subiscono quindi l’iniziativa ed il parziale degli ospiti, sopra di 12 alla fine del primo quarto ed addirittura di 24 a metà del secondo.

Di qui in poi inizia un’altra partita. Sarà per il pubblico nel frattempo arrivato a portare il proprio sostegno (ancora un ritardo, mannaggia…), sarà per il diesel che comincia a carburare dopo 15 minuti di riscaldamento, i ragazzi di Zin, trascinati da Richi e da un redivivo (o rediDivo) Guido, cambiano decisamente volto al match, difendono come ossessi, contrastano efficacemente i lunghi avversari (bravi, bravi, bravi i nostri pivottini) e vanno all’intervallo lungo sotto di 17.

La musica non cambia affatto nel terzo quarto, anzi, se possibile, migliora e monta in un travolgente climax di agonismo e determinazione.
La squadra di A1 sembra il Paese; i gialloneri, in difesa pressano in modo asfissiante su ogni pallone, in attacco finalizzano le azioni con tiri sempre ad alta percentuale. Gli Evergreen si innervosiscono, iniziano a sbagliare passaggi, tiri e marcature, si caricano di falli e sono costretti al minuto di sospensione, che però non cambia l’inerzia della gara.

All’ultimo intervallo la formazione di casa ha recuperato fino al meno 9 ed Ormelle comincia a temere un risultato a sorpresa. L’esperienza ed il maggior tasso tecnico degli ospiti, tuttavia, vengono fuori proprio nell’ultimo parziale, in cui gli Evergreen fanno pesare anche la panchina lunghissima (contro quella di casa che conta appena 8 uomini, più un Christian a mezzo servizio).

I rossi in trasferta piazzano un paio di contropiede e di bombe pesantissime, volano a più venti e congelano un risultato alla fine anche troppo pesante per il quintetto di casa.

Tabellini:
Stefano Marcobelli: falli 2, punti 3
Furio De Angelis: falli 3, punti 2
Giuliano Morosinotto: falli 1, punti 0
Walter Naples: falli 3, punti 2
Riccardo Satriano: falli 5, punti 30
Alessandro Zandona’: falli 4, punti 5
Stefano Pizzolato: falli 2, punti 6
Guido Galletti: falli 2, punti 25
Christian Barbisan: falli 0, punti 0

Pagelle:

Stefano Marcobelli: GIULIO ANDREOTTI. E’ senza dubbio l’eminenza grigia della squadra, finché sta in campo, anche gli altri rigano dritti. In difesa da il buon esempio correndo per due, in attacco è forse un po’ meno pericoloso che in altre circostanze. Qualcuno giura di averlo visto scambiarsi un bacio con Bellio e questo giustificherebbe i soli due falli fischiati …Voto: 7-

Furio De Angelis: TINKY WINKY. Continua il momento peace and love del teletubbie della marca. Dopo ogni contatto sente il dovere di “scambiare un segno di pace” con l’avversario diretto, forse anche perché, questa volta, trova davvero pane per i suoi denti quanto a spintoni e comiàe e, si sa, i brutti ceffi tendono sempre ad affezionarsi a chi riesce a menarli. Così facendo riesce comunque a contenere il più prestante avversario e ad aprire spazi offensivi ai compagni. Voto: 6,5

Giuliano Morosinotto: TIRAMOLLA (FIGLIO DEL CAUCCIU’ E DELLA COLLA). Mettetegli una bombetta e un papillon e il resto lo fa da solo. In difesa arriva a disturbare tutti e cinque gli avversari nella stessa azione, corre, pressa e manda diverse volte in tilt il portatore di palla dell’Ormelle. In attacco non segna, ma si prende con coraggio i suoi tiri, capendo che l’impresa deve passare anche dalle sue mani. Voto: 6,5

Walter Naples: GUASTATORE. La squadra aveva bisogno di qualcuno che penetrasse nel cuore della difesa della compagine avversaria e ne sabotasse i piani di ripartenza o anche solo di un comodo rimbalzo difensivo. Svolge bene il ruolo affidatogli, sporcando diversi palloni e tenendo sempre in allerta i lunghi rivali. In difesa le da (vedi stoppatone del terzo quarto) e le prende (pivot ospiti troppo spesso a segno da sotto), ma forse oggi non si poteva pretendere di più. Voto: 6,5

Riccardo Satriano: KWAI CHANG CAINE. Una birra al primo che mi sa dire chi era (senza usare internet!). Silenzioso e letale come un mamba nero, mite ma devastante come Bruce Lee, glaciale e cinico come la mafia siberiana. Pensa solo ai compagni ed al canestro e l’amore, oggi, è decisamente ricambiato. Voto: 8

Alessandro Zandona’: CUORE. Ha più di quarant’anni di basket sul groppone, ma ha ancora l’umiltà e la voglia di mettersi a disposizione della squadra. Come al solito si sacrifica in un compito -lottare coi più grossi lunghi avversari- fondamentale, ma non sempre così visibile. Forse non era proprio la partita giusta per mettere in pratica il consiglio di cercare più iniziativa personale, ma trova lo stesso punti importanti, addirittura in contropiede. Voto: 7

Stefano Pizzolato: ORGOGLIO. Beccato dal pubblico e dalla critica per alcune prestazioni al di sotto del suo standard, risponde nel rettangolo di gioco con una prestazione veramente convincente. In difesa spesso sovrasta il diretto contendente, nonostante chili, centimetri ed anni parlino contro di lui. A rimbalzo, tutto quello che gli passa vicino è suo ed in attacco ogni palla toccata è trasformata in punti o in buone occasioni di tiro per i compagni. Voto: 7+

Guido Galletti: ALLA FACCIA DELL’INFORTUNIO. La scorsa partita era uscito per un fastidio muscolare, ma oggi è il primo a mettere in moto i muscoli ed a suonare la carica della rimonta. Assieme alla forma, trova anche precisione e grinta straordinarie. Se dopo un infortunio va così… non è che ti sei fatto qualcosa anche oggi? Voto: 8

Christian Barbisan: FINALMENTE. Si rivede in campo, anche se solo per pochi istanti, oltretutto di garbage time. Troppo poco per una valutazione, ma abbastanza per dargli il bentornato. Voto (per essersi alzato presto di domenica mattina, per venire a fare la foto e stare vicino alla squadra): 7

Adriano Zin (allenatore): WILLIAM WALLACE. C’era il rischio di naufragare ed alzare bandiera bianca troppo presto, soprattutto sul meno 24. Nonostante la forza degli avversari, invece, rinserra le fila e rinsalda lo spirito dei suoi, che guida ad una incredibile rimonta, purtroppo solo sfiorata. Non inizia benissimo, ma ha il merito di tenere aperta la partita quasi fino alla fine. Voto: 7

Tavolo: DOPPIO BLOCCO. Peccato solo che erano a bordo campo, anziché in area. Sempre perfetto Ghigo, sempre in ritardo Ringhio (ma non è cominciata prima la partita??!!). Voto: 7-

Pubblico: VIVAIO. Assieme alla gradita (e graziosa) presenza di consorti e parenti vari, chissà che non si sia visto tra gli spalti qualche colonna portante della squadra che verrà! Voto: 7-

Ringhio

Pallacanestro Paese – Trevizoi Treviso 71 – 75

Castagnole, 7 aprile 2009
Placato il vespaio di furiose polemiche scatenate dal commento al pepe rosso del locale cronista Bosellino (subito rimosso dall’incarico … d’altra parte qualche testa doveva pur saltare, che diamine!), la squadra del Paese si è subito ricompattata in vista dell’impegno casalingo coi Trevizoi, che, pur non coronato dal successo, ha comunque visto una buona prestazione del collettivo.
L’inizio di partita è equilibrato, ma il Paese è di poco avanti grazie al solito duo Richi-Guido.
La difesa a tutto campo e l’attacco alla “uomo” avversaria regge l’impatto degli ospiti (spesso a segno dalla linea dei 6,25) anche nel secondo quarto, così il primo tempo si chiude in perfetta parità, sul 34 a 34.
Alla ripresa delle ostilità purtroppo non si ripresenta in campo -per infortunio- un Guido apparso in splendida forma e l’assenza si farà sentire nel prosieguo della partita, soprattutto nel quarto conclusivo.
Nel terzo, infatti, sopperisce bene l’inedita coppia Stevo-Ringhio, autori dei primi 13 punti del parziale, chiuso avanti di 4.
Purtroppo l’impegno profuso dai tuttineri (per l’occasione il quintetto targato Zin sfoggiava una divisa all black) si fa sentire nelle gambe della formazione di casa propri negli ultimi dieci minuti.
I giocatori del Paese, infatti, rimangono dapprima in otto (per il predetto infortunio a Guido), per chiudere la partita addirittura in cinque (causa uscite per falli).
Gli ospiti ne approfittano, recuperano e scavalcano i padroni di casa che, nel finale, ricorrono al fallo sistematico nel tentativo di riprendere la partita. E quasi ci riescono, visto a che 12 secondi dalla fine sono ancora a distanza di un solo possesso.
Ma l’impresa non riesce e rimane solo una prestazione che lascia ben sperare per il futuro.

Tabellini:
Stefano Marcobelli: falli 5, punti 8
Furio De Angelis: falli 3, punti 5
Bruno Galante: falli 5, punti 5
Riccardo Satriano: falli 5, punti 23
Enrico Gentili: falli 3, punti 11
Alessandro Zandona’: falli 4, punti 2
Stefano Pizzolato: falli 4, punti 0
Guido Galletti: falli 2, punti 8
Sandro Fornasier: falli 2, punti 9

Pagelle:
Stefano Marcobelli: GRISU’. In settimana fa il pompiere (leggi il post qui sotto), in partita sputa fuoco e fiamme, sia in difesa che in attacco. Tra i migliori in campo. Voto: 7

Furio De Angelis: POLITICALLY CORRECT. Se potesse avere un punto per ogni “bravo” all’indirizzo dei compagni, sarebbe il suo career high. Si lamenta con gli arbitri, ma poi chiede scusa e stringe mani come un assessore all’inaugurazione di un parcheggio. Ma non è solo bon ton, è anche sostanza e punti. Voto: 6,5

Bruno Galante: AUTOCRITICO. Fin troppo. Magari non preciso come in altre circostanze, non forza comunque mai le conclusioni, né si risparmia in difesa e a rimbalzo. Voto: 6+

Riccardo Satriano: JAKE BLUES. Come il mitico John Belushi alla messa del reverendo Cleophus James (al secolo James Brown), vede la luce e capisce che bisogna riunire la banda. La squadra raccoglie l’invito e segue il suo leader.  Ne esce una partita superlativa, tutta cuore e assist. Voto: 7,5

Enrico Gentili: GIANO BIFRONTE. Partita a due faccie, come il Dio romano degli inizi e dei passaggi. Proprio le “iniziative” ed i “passaggi” dei
primi 5 minuti sono disastrosi (2 palle toccate, 2 palle perse, la seconda con contropiede subito a pochi istanti dalla fine del quarto!); molto meglio negli ultimi dieci minuti, quando difende e segna con regolarità. Voto, come cronista sportivo: 5 (stavolta decisamente in ritardo sulla notizia); come giocatore … fate un po’ voi.

Alessandro Zandona’: PILASTRO. Forse dall’esterno si vede poco, ma la manovra (sia difensiva che offensiva) poggia molto su di lui. Smista decine di palloni ai compagni, ma dovrebbe forse prendere più iniziativa individuale, soprattutto quando è marcato da uno meno forte (il che succede quasi sempre). Voto:6+

Stefano Pizzolato: DANIELE MAGRO. La tecnica c’è, mi chiedo quando arriva il basket (questa la possono capire solo gli x-factor-maniaci). Anche l’impegno non manca (lo testimonia il colore rosso pompeiano del viso durante la partita), ma fatica anche solo a trovare lo spazio per il tiro. Meglio in difesa dove sfrutta bene le lunghe leve. Voto: 6-

Guido Galletti: SFORTUNATO. E con lui, tutta la squadra. Stava giocando magnificamente, quando, forse per eccesso di agonismo, forza troppo ed incappa in un fastidioso infortunio muscolare. Da tutti noi un augurio di pronta guarigione. Voto: 7+

Sandro Fornasier: ALLA RIBALTA. Di solito lavora molto e si nota poco. Stavolta lavora molto e si vede altrettanto. Non sbaglia letteralmente un tiro, segna da fuori, dalla media, in entrata. Voto: 7+

Adriano Zin (allenatore): CICLOPE. Avrà anche avuto un occhio menomato,ma con l’altro, evidentemente, ci vedeva benissimo. Schiera in campo una formazione arrembante ed ordinata e fa in modo che resti tale per tutti i 40 minuti. Cava il meglio da ognuno, anche da chi aveva iniziato proprio malino … Voto: 7

Tavolo: ENCOMIABILE. Per la dedizione e non solo. Un grazie particolare da chi scrive. Voto: 7,5

Pubblico: POCHI MA BONI. Non si stancano mai e garantiscono supporto in ogni occasione. Voto 7 (non aggiungo il meno per essere arrivati in ritardo solo perché, grazie al ritardo, vi siete risparmiati le mie cagate del primo tempo).

Ringhio

Riflessioni di Capitano

Stavo rileggendo il report dell’ultima partita e ho sentito qualche compagno che lo ha commentato e mi sono venute un paio di riflessioni.

Normalmente le avrei tenute per me, ma: sono il capitano, e questo ha i suoi oneri, e poi ho avuto giudizi benevoli.

Innanzi tutto il gioco delle pagelle è bello finchè non diventa uno scontro personale ed i giudizi restano sul generale e lo scherno, che contraddistingue la nostra squadra.

Sinceramente Guido ha una carica agonistica molto estemporanea ma questo non significa che abbia più voglia di vincere deglia altri o che la incanali tutta nella giusta direzione (anche lui ha preso tecnico ed in maniera molto ingenua rispetto a quello di Adriano.)

Questo non per Guido ma per gli altri; ad esempio: il Pizzo ha la stessa espressione sia che stia concludendo con una slovena di 25 anni sia che sia stato beccato dalla stradale per una stroncante multa.
Ma non vuol dire che non ci tenga a vincere ogni partita…

Riccardo non ha giocato una delle sue migliori partite ma affermare che ha giocato per il tabellino non mi sembra giusto. Io stesso ho segnato su palloni che mi ha passato e se aspettiamo di vincere una partita senza i suoi punti…

Chiudo con alcune considerazione sul coach. Vorrei ricordare che Adriano ha delle nozioni di basket giocato e teorico che nessuno di noi potrà mai raggiungere. Poi è inutile continuare a dire di cambiare schemi o difesa quando in campo ci siamo noi che ci perdiamo in un bicchier d’acqua o tiriamo con medie deficitarie.

Sono 10 anni che abbiamo gli stessi schemi e ancora non li facciamo correttamente o, peggio ancora, non capiamo se gli avversari sono a zona o a uomo per 3 azioni di fila.

Quando sento parlare di difesa a uomo mi viene da ridere; io c’ero! ho visto con questi occhi cosa succedeva: gente che guardava l’avversario entrare libero a canestro solo perchè era di un compagno che era stato battuto e quindi non riteneva di doverlo fermare.

O la zona bulgara: tutti stretti in area e da fuori tutti liberi a tirare…

Quindi ragazzi, prima di criticare, ripensate alle vostre tre ultime azioni, in attacco o in difesa, e poi tacete….

Meditate gente, meditate…

Stevo, O’ Capitano

Fisle Tv 80 – Pallacanestro Paese 66

 

Brutta sconfitta per la Pallacanestro Paese mercoledì sera in quel di Treviso.

Brutta non tanto nel risultato finale (un meno 14 non certo disonorevole) ma perchè figlia della prestazione forse più brutta della squadra negli ultimi tempi. E dire che le premesse per una bella gara c’erano tutte, a cominciare dal valore non certo proibitivo degli avversari.

E invece gli ospiti partono subito contratti, mettendo in mostra un gioco paludoso e caratterizzato più dai tentativi dei singoli che dal concerto di squadra. Comunque nel primo quarto Paese resta in scia, grazie alle brutte percentuali al tiro degli avversari e ad alcuni canestri importanti di Guido.

Nel secondo quarto però comincia a calare la nebbia nelle teste degli ospiti, che esibiscono il perfetto karachiri sportivo: conclusioni affrettate, scelte a dir poco suicide e difesa emmental permettono l’allungo al Fisle, che non si fa pregare e chiude il quarto sul 21 a 13.

Nella terza frazione si spegne definitivamente la luce. Paese invece di reagire e recuperare si mostra nervoso e concede più di quanto lascia trapelare il parziale: l’allenamento di martedì e la panchina corta cominciano a farsi sentire nelle gambe, che vanno avanti più con la forza della disperazione che con la lucidità necessaria.

Scelte scellerate in attacco mettono in difficltà gli ospiti che comunque, grazie alla panchina, riescono a limitare il passivo. Ma non basta. Gli ultimi 10 minuti avrebbero dovuto essere una disperata rimonta ed invece sono stati solo amministrazione del risultato da parte dei padroni di casa, che sfruttano il calo delle difese per rispondere canestro su canestro.

Pagelle e tabellini:

Guido (punti 8, falli 4): lottatore. Mi ripeto ma non posso fare altrimenti. Se TUTTI quelli a referto avessero avuto la sua voglia di vincere la partita, il risultato sarebbe stato diverso. Lotta, difende, prende e da botte, si prodiga su tutti i palloni e trascina i compagni. Voto 8

Stevo (punti 7, falli 0): perfetto. Non mette in mostra numeri da capogiro ma martedì sera non sbaglia nulla. Svolge il suo compito senza sbavature, senza perdere alcun pallone, senza fare scelte sbagliate e senza errori nello scout. E in più cerca sempre di dare tranquillità alla squadra. Voto 7,5

Ringhio (punti 7, falli (fischiati) 2): Concreto. Nella valutazione un gradino sotto Stevo, per un paio di possessi gestiti in malo modo. Sbaglia comunque pochissimo e cerca come sempre di essere utile alla squadra. E questa volta ci riesce pure. Voto 7-

Bruno (punti 6, falli 2): Laconico. Gioca poco e non riesce a lasciare il segno. Non naufraga come altri ma comunque non incide in un macth per vincere il quale tutti avrebbero dovuto dare quel qualcosa in più. Voto 6- Sandro (punti 5, falli 2): Idem come sopra. Ha la parziale scusante di non essere nella forma fisica migliore. Voto 6-

Pioppa(punti 6, falli 5): Discorso simile a quello di Bruno e Sandro, ma con una seria aggravante. Si prodiga in difesa e si vede che ci mette voglia, ma non cerca mai la soluzione personale nemmeno di fronte ad avversari meno “dotati”. Da lui è imprescindibile pretendere di più. Nel finale si scuote un po’ e mette in evidenza le sue vere qualità, ma queto non fa altro che aumentare il rammarico per una partita sottotono. Voto 5,5

Furio (punti 5, falli 2): roccambolesco. La rissa è la sua arena e lui si dimostra il solito gladiatore. Questa volta però non basta, e alcuni possessi buttati alle ortiche impongono riflessioni importanti. Ha il merito di essere sempre presente sotto i tabelloni, ma un rimbalzo d’attacco concluso con un tiro fuori porta sempre 0 punti. Voto 5,5

Pizzo (punti 0, falli 4): ectoplasma. Comincia in quintetto e comincia bene. Presente a rimbalzo ed intimidatore in difesa. Purtroppo si spegne presto ed è inesistente in attacco. Zero punti come sono zero i tentativi a canestro o i risultati di impegnare la difesa avversaria. Al solito: 200 cm devono essere sfruttati meglio. Voto 5

Richi (punti 22, falli 5): irritante. Le sue qualità non si discutono e quando è in giornata fa la differenza, ma mercoledì incappa in una serata disastrosa. Percentuali da formazione scoiattoli, si incapponisce in conclusioni personali forzate che a tratti indispettiscono. Più teso ad una lotta personale con gli arbitri ed al proprio tabellino che al bene comune. Ogni volta che la squadra si riavvicinava nel punteggio, lui cancellava ogni speranza con una serie di forzature incomprensibili. Alla fine mette a referto 22 punti che non devono ingannare: gran parte messi a segno a conti già fatti e quando entrambe le difese erano già a far la doccia. Voto 3

Coach Zin: costante. Di certo non ha le colpe maggiori della sconfitta, ma la zona press disposta per 40 minuti frutta 3 palle recuperate e 15 contropiedi subiti… Forse dopo 5 anni ci sarebbe da cambiare qualcosa. In più non entusiasma nella gestione del collettivo ed incappa nell’immancabile tecnico. Voto 5,5

Il bosellino.

p.s.: pubblico: grande bosellino che segue con ammirevole passione la sua ex squadra anche in trasferta. Voto 10+ (come il pollo di Francesco Amadori)