Evergreen Ormelle c. Pallacanestro Paese 65 – 56

Ormelle, mercoledì 25 marzo 2009.

Comincia la seconda fase e la formazione di Castagnole, accreditata del ruolo di Cenerentola del raggruppamento, affronta l’impegno sulla carta più tosto del gironcino, sfidando fuori casa la squadra di Ormelle, giunta terza nel campionato di A1.

La partita si rivela da subito più equilibrata di quanto non dicano le rispettive classifiche al termine della regular season, poichè i “ragazzi in giallo” sono autori di una prestazione veramente gagliarda.

Il più reattivo ai nastri di partenza si rivela Bruno che, con 3 azioni a segno consecutive, premia la fiducia accordatagli dal “temporary coach” (Ringhio, indegno sostituto per la serata dell’indisponibile Adriano Zin).

Difesa aggressiva e penetra-e-scarica in attacco sono le armi degli ospiti, cui i rossi di Ormelle contrappongono uno strapotere fisico sotto i tabelloni.

La forte formazione di casa, non particolarmente in serata nel tiro dalla lunga, reagisce solo parzialmente al veemente avvio del Paese che, alla fine del quarto, è avanti nel punteggio, seppur solo di tre punti.

Davanti al proprio pubblico (circa una ventina di spettatori), Ormelle non ci sta a lasciare l’iniziativa agli avversari ed infatti si riorganizza, riuscendo in più occasioni a battere la zone-press del Paese ed a marcare con regolarità grazie ai propri lunghi (e grossi).

Il Paese rifiata leggermente ed in attacco (fase cui giunge sempre dopo il notevole sforzo profuso nella difesa a tutto campo) è meno lucido e raccoglie appena 8 punti.

All’intervallo, anche a causa di una fortunosa bomba degli Evergreen all’ultimo secondo, i ragazzi di “capitan Belli” sono a meno quattro.

Nel terzo parziale la stanchezza induce i gialloneri ad abbassare la difesa e stringere le maglie, il che si rivela comunque un efficace antidoto alla destrezza con cui, nel periodo precedente, Ormelle aveva saltato la difesa alta degli ospiti.

Il leit motive è sempre il solito: Evergreen a far leva sui centimetri e sui chili dei propri centri, Paese a colpire da fuori o con arresto e tiro (micidiale il solito Richi, che in penetrazione inventa traiettorie davvero funamboliche per sfuggire ai lunghi tentacoli dei rossi difensori).

Tra la fine del terzo quarto (chiuso 48 a 40 per la squadra di casa) e l’inizio del quarto i ragazzi in trasferta sembrano appannati per le grandi energie spese, perdono le proprie geometrie in attacco e subiscono il parziale dei sempre organizzati giocatori dell’Ormelle.

Un time out a metà degli ultimi dieci minuti serve per recuperare le ultime forze e la residua lucidità ed al reingresso in campo gli ospiti riversano sul parquet tutta la loro determinazione, riuscendo, a tratti, a mettere sotto nel gioco la terza forza del campionato superiore.

La difesa di tutti e dieci gli uomini a disposizione di Ringhio è strenua al limite del commovente, in attacco la presenza di scarichi finalmente ben visibili apre spazi alle iniziative di Richi e Guido, sempre pericolosi.

Per la vittoria è troppo tardi, ma alla fine il Paese limiterà il passivo al di sotto della doppia cifra.

Tabellini:

Stefano Marcobelli: falli 0, punti 2
Furio De Angelis: falli 4, punti 0
Bruno Galante: falli 2, punti 7
Giuliano Morosinotto: falli 0, punti 0
Walter Naples: falli 2, punti 3
Riccardo Satriano: falli 4, punti 29
Alessandro Zandonà: falli 3, punti 0
Stefano Pizzolato: falli 0, punti 2
Guido Galletti: falli 3, punti 11
Sandro Fornasier: falli 1, punti 2

Pagelle:

Stefano Marcobelli: SONAR.

Attentissimo a coprire ogni zona del campo, nulla sfugge al suo raggio d’azione difensivo. In attacco gira il gioco con la precisione di un giocatore di biliardo. Ci mette anche rapidità di gambe e trance agonistica. Voto: 7+

Furio De Angelis: DAVIDE.

In mezzo all’area sembra un fagiolo in una cesta di mele, tanta è la differenza fisica rispetto agli avversari. In campo però non si è davvero vista; concede pochissimo in difesa, impegna l’avversario in attacco, corre come se avesse ancora 40 anni! Voto: 7+

Bruno Galante: IS BACK.

E’ tornato e si vede. Ad Ormelle si stanno ancora chiedendo chi è quella specie di teiera che fischia dalla media. In difesa disturba a metà campo ed è rapidissimo a recuperare fino alla linea di fondo. Prezioso recupero. Voto: 7+

Giuliano Morosinotto: OVOMALTINA.

E’ l’emblema della squadra vista ad Ormelle. Ha entusiasmo e voglia di giocare e trasmette energie supplementari anche agli altri. Non perde la testa nemmeno quando è pressato. Diventa
grande coi grandi. Voto: 7+

Walter Naples: GLADIATORE.

Non era la partita per lui, vista la netta superiorità dei giocatori di casa sotto canestro, ma usa ogni millimetro di sé per impegnare al massimo l’avversario diretto. Quando i compagni hanno avuto la possibilità di secondi tiri è stato soprattutto grazie a lui. In difesa chiarisce a tutti che non è venuto ad Ormelle per fare da spettatore e
la “veloce” giocata con l’alzatore avversario consacra una partita tutta sacrificio. Voto: 7+

Riccardo Satriano: X FACTOR.

Brilla per concretezza difensiva ed offensiva, incanta con giocate da circo Medrano, corre per 38 minuti senza manifestare alcun cedimento. E’ un piacere per gli occhi. Voto: 8

Alessandro Zandona’: ENRICOTOTI.

Parafrasando i fratelli Coen, Ormelle “non è un paese per lunghi”, a meno che non si giochi nella formazione di casa. Lui però cambia la trama del film, di cui i giocatori di Ormelle pensavano di conoscere la fine. Ed infatti, nonostante il ginocchio malandato, rivaleggia alla pari con avversari dalla stazza doppia, per lunghi tratti li tiene lontani dal canestro ed apre spazi per i compagni. Voto: 7+

Stefano Pizzolato: EVERGREEN.

Lui sì, altro che Ormelle! Con tante primavere sulle spalle ha ancora voglia di smazzarsi a difendere a tutto campo. Sotto canestro lotta ed in attacco, per una volta, stare non troppo vicino a canestro è una scelta che paga. Volteggia come una libellula e tiene in allerta la difesa avversaria anche grazie al tiro dalla media. Voto: 7+

Guido Galletti: ADRENALINA.

Da la scossa alla squadra ed impatta fortemente sulla partita, nonostante la fisicità degli avversari. Efficace nei giochi vicino al tabellone, dove pur sembra un grissino in mezzo alle baguette, efficacissimo quando colpisce da fuori. Voto: 7+

Sandro Fornasier: SICUREZZA.

I minuti in campo sono come soldi in banca. Garantisce qualità e quantità, sia in difesa, dove sembra dappertutto, che in attacco, dove si propone sempre. E’ il giocatore che ogni allenatore vorrebbe nella sua squadra. Voto: 7+

Ringhio (allenatore): ?

Aspetto i vostri commenti … io mi darei un bel voto, nonostante la piccola svista sulla loro difesa …

Pubblico: NICHETTI.

Grande Umbe, porta sostegno anche lontano da casa. Voto: 7,5

Pallacanestro Paese 69 – Sambughè New Trolls 72 (dts)

 

Castagnole, domenica 15 marzo 2009.

Chi di supplementare ferisce, di supplemetare perisce e questa volta, dopo la bella vittoria della Ghirada, a masticare amaro al termine del quinto parziale è il Paese di coach Zin.
La formazione ospite, senz’altro più organizzata sul piano del gioco, conta appena 6 elementi al proprio attivo, per cui l’incontro appare da subito  equilibrato.
L’inizio è del Paese che parte forte e prende un piccolo margine, ma il Sambughè non perde la testa e con giochi semplici, ma terribilmente efficaci, mantiene il contatto.
Il break degli ospiti avviene nel secondo quarto (alla fine il parziale sarà 12 a 22), dove la formazione di casa concede addirittura diversi contropiede agli avversari (annoso punto dolente del Paese, solo parzialmente risolto nell’ultima stagione), tutti destinati a stare in campo per quasi l’intera partita!
All’intervallo il punteggio dice – 4 per i “ragazzi” di Zin.
Il terzo periodo vede i New Trolls tentare l’allungo, rintuzzato nel finale del quarto dal solito Richi, abilissimo a trasformare la palle rubate (da lui
stesso, ma non solo) in punti sonanti.
Nell’ultima frazione il Paese colma il piccolo gap che ancora la separava dagli ospiti e il Totem ha nelle mani il colpo del k.o. a pochissimi secondi dalla fine, ma lo fallisce davvero clamorosamente.
Persa l’occasione, arriva l’amaro supplementare in cui il Sambughè (ridotto addirittura in 5 dai falli) non manifesta segni di stanchezza, nè fisica, nè nervosa (forse si potevano far lavorare e spendere di più nei 40 minuti regolamentari), mentre Paese raccoglie la miseria di tre punti, col “comodo” canestro del sorpasso a 20” dalla sirena morto nelle mani del comunque positivo Pioppa.
Un Richi troppo solo ed una buona prestazione dei due lunghi non bastano a portare a casa il risultato che arride al quintetto ospite per 69 a 72.

Tabellini:

Stefano Marcobelli: punti 0, falli 1
Furio De Angelis: punti 0, falli 2
Bruno Galante: punti 2, falli 1
Daniele Spigariol: punti 0, falli 4
Giuliano Morosinotto: punti 0, falli 3
Riccardo Satriano: punti 32, falli 4
Alessandro Zandonà: punti 10, falli 4
Stefano Pizzolato: punti 11, falli 3
Guido Galletti: punti 12, falli 4
Sandro Fornasier: punti 2, falli 2

Pagelle:

Stefano Marcobelli: VARENNE. Adriano lo sacrifica, chiedendogli difesa forte a tutto campo e lui risponde con una prestazione da Prix d’Amerique. Sta in campo diversi minuti e la stanchezza gli toglie forse un po’ di lucidità in attacco, dove comunque è diligente nella gestione del gioco. Voto 6+

Furio De Angelis: ZAMBROTTA. Se fosse un terzino meriterebbe un bel 7per quel paio di ottimi cross. Troppo falloso (speriamo abbia capito che
deve stare fermo nei blocchi in attacco!), gli si deve comunque riconoscere la solita abnegazione. Voto 5+

Bruno Galante: BOT. Vista l’incostanza (più che giustificata) negli allenamenti, inevitabilmente viene utilizzato poco da Adriano, ma comincia a far rivedere sprazzi della sua micidiale concretezza. Naturalmente è ancora troppo poco, ma la via del ritorno ad un rendimento sicuro e costante sembra definitivamente imboccata. Voto 6

Daniele Spigariol: MEDIANODIMISCHIA. Più reattivo in difesa, dove sforna la solita prestazione tutta cuore e polmoni, che preciso in attacco. Perde e recupera palloni, fa e subisce falli. In cabina di regia, è un po’ meno ordinato del solito, ma lotta e mena più di Griffen. Voto 6-

Giuliano Morosinotto: PALLAPAZZACHESTRUMPALLAZZA. Per chi si ricorda del mitico gioco degli anni ’80 il paragone giunge evidente. Corre,
ondeggia, vibra e salta per tutto il campo come un pop-corn, se fosse un’auto necessiterebbe del dispositivo antisaltellamento. Quando riuscirà a convogliare sulle sole gambe tutta questa energia diventerà un difensore da serie A. In attacco nessuna sbavatura, fa diligentemente quanto gli viene richiesto. Voto 6-

Riccardo Satriano: GIGANTE. Ci sono più punti nelle sue mani che in una graffettatrice da ufficio o in una raccolta-premi del “Famila”. Impossibile commentare l’ennesima prestazione maiuscola, nella quale, oltretutto, è meno falloso e polemico che mai. Voto 7,5

Alessandro Zandonà e Stefano Pizzolato (il commento è unico in quanto autori di prestazioni fotocopia): TORRIGEMELLE. Granitici e maestosi per tutta la partita, crollano entrambi nel tiro della possibile vittoria. In difesa sembrano Baresi quando ancora esisteva il ruolo dello stopper (ed infatti calano più di qualche chiodo agli avversari, che, intimiditi, cominciano a girare al largo ed a segnare soprattutto da fuori). In attacco finalmente una prestazione all’altezza, che non può venire completamente oscurata dai pur gravi errori del finale. Voto 7-

Guido Galletti: ZOCCOLODURO. Schierato per lunghi tratti in un ruolo non suo, lotta bene ma non rende al meglio (dimentica di incrociare, sbatte contro il lungo avversario in difficili uno contro uno). Anche quando gioca fuori, perde qualche palla di troppo ed è meno determinante di quanto potrebbe. Ma l’intensità c’è e si vede ed in attacco i punti che contano non li sbaglia. Voto 6,5

Sandro Fornasier: HICTHCOCK. I non moltissimi minuti in campo rendono difficile una valutazione. Tuttavia, come il maggiordomo dei gialli inglesi, il fatto che non si veda molto non significa che non sia importante sul risultato finale. La suspence sul canestro fatto in entrata, poi, è degna de “La finestra sul cortile”. Voto 6

Adriano Zin (allenatore): BARRACUDA. Se la partita scorsa i pescioloni li aveva messi nella rete lui con un capolavoro di grinta e psicologia, oggi deve arrendersi al maggior tasso tecnico-tattico degli avversari, non senza averli costretti ad una strenua lotta all’ultimo secondo. Viene tradito da un paio di sciaguratezze dei suoi, ma forse poteva sfruttare meglio la netta superiorità numerica sugli avversari, comunque bravi a gestire falli e forze. Voto5,5

Tavolo: GHINGHIO. Precisi, decisi, concisi, Ghigo e Ringhio gestiscono alla perfezione tempo, falli, punti e fischi. Voto 7- (il 7 per Ghigo, il – per il piccolo ritardo di Ringhio, ben coperto da Ciula).

Pubblico: AFFEZIONATO. Sono ormai molte partite consecutive che c’è sempre qualcuno a fare il tifo dagli spalti e anche ieri non è mancato il
supporto. Tra i presenti ci piace segnalare il veterano di mille battaglie Alessio De Leo and son. Voto 7

Ringhio

Marlins Treviso 65 – Pallacanestro Paese 66 (dts)

Ad appena 10 giorni dalla partita di andata (stravaganze del calendario) che aveva visto i Marlins espugnare il Palacastagnole, il quintetto allenato da Adriano Zin ha consumato la propria vendetta, recapitandola direttamente al domicilio avversario, in quel della Ghirada.

E se è vero che la vendetta è un piatto che va gustato “freddo”, “fredda” dev’essere stata anche la doccia per la formazione di casa, poichè la vittoria del Paese è arrivata solo dopo un supplementare e per un solo punto di scarto.

Ed in effetti la partita non poteva davvero essere più equilibrata. Primo periodo con i bianchi trevisani avanti di poco e Paese che risponde con efficaci giochi da sotto.

Nel secondo quarto permane l’equilibrio ed al centro di casa, letale dal post, fanno eco i canestri delle guardie giallonere, brave a scardinare la difesa avversaria con penetrazione, arresto e tiro. Sul finale del tempo gli ospiti mettono il naso avanti di 5 grazie ad una superbomba allo scadere di Richi.

Il terzo parziale viene giocato dalle formazioni su ritmi elevati (si fa per dire) che favoriscono gli attacchi (il 20 a 20 finale ne è testimonianza), mentre nel quarto la conseguente stanchezza costringe le squadre a ricorrere spesso al fallo, per cui la sfida passa anche dalla lunetta, che vede comunque buone percentuali da ambo le parti.

Come detto, 40 minuti non sono sufficienti a decretare il vincitore, poichè la squadra di casa non concretizza l’ultimo possesso. Serve dunque un tempo supplementare per smuovere il 60 pari ed i 5 minuti aggiuntivi sono fatali proprio ai Marlins che pagano la panchina cortissima (9 giocatori a referto, 6 effettivi), come era successo a parti invertite nel match di andata.

Nei secondi finali non è nè la vendetta, nè la doccia, ma sono le mani di Daniele ad essere “freddissime”: liberi a segno e gestione dell’ultimo pallone (ad evitare il fallo sistematico degli avversari) condannano i Marlins e consegnano alla formazione ospite la copia blu del referto di gara.

Tabellini ufficiali:

Marcobelli Stefano: punti 6 falli 0

De Angelis Furio: punti 5 falli 5

Spigariol Daniele: punti 5 falli 1

Morosinotto Giuliano: punti 2 falli 0

Satriano Riccardo: punti 22 falli 3

Gentili Enrico: punti 8 falli 4

Zandonà Alessandro punti 4 falli 5

Pizzolato Stefano punti 0 falli 3

Galletti Guido punti 10 falli 1

Fornasier Sandro punti 4 falli 1

Pagelle:

Marcobelli Stefano: PRESENTE. Alternandosi con Daniele garantisce ordine in campo per tutti i 45 minuti. Chirurgico dalla lunga, lo limita solo il tavolo che gli nega 2 punti a referto (segnati a chi? A parte Pizzo, chi si è visto dare 2 punti in più, parli!). Voto: 7

De Angelis Furio: RUGBYSTA. La mischia è il suo pane ed infatti nella confusione va a segno con fallo. Non è esattamente bello a vedersi (in tutti i sensi), ma il suo lo fa sempre. Voto: 6,5

Spigariol Daniele: ICEMAN. Implacabile dalla lunetta è meno preciso dalla propria metà campo (palla a Richi!!!!!!!). In difesa recupera palloni su palloni, in attacco contribuisce a perderne di meno. Voto: 7

Morosinotto Giuliano: HIGHLANDER. Garantisce sostanza quando i big rifiatano. A 40 e fischia (ma fischia un bel po’) anni, ci mette corsa, difesa ed anche un paio di punticini, che alla fine hanno fatto la differenza. Pecca forse in personalità, ma c’è sempre quando serve. Voto: 6,5

Satriano Riccardo: BOCCA DI FUOCO. E’ il terminale offensivo della manovra, sbroglia le situazioni difficili, segna e garantisce assists ai compagni. Oggi innesta pure la grande Berta e cannoneggia da metà campo. Voto: 7,5

Gentili Enrico: BRACCINO. Pecca ancora in intensità (leggi “man de puìna”) e lucidità nelle scelte. Ma dopo un anno di stop è ben comprensibile (è comprensibile, vero?). Le gambe comunque iniziano pian piano a rispondere ed oggi corsa e difesa si sono sentite un po’ di più, come il piccolo, ma onesto contributo in attacco. Voto: 6,5

Zandonà Alessandro: PIOPPA. Cioè pioppa nel vero senso dell parola! Fermo come un albero, ma altrettanto ostinato a non cedere terreno. Non è nel suo momento migliore ed allora gioca per gli altri. Determinato in difesa, deteinato in attacco, dove comunque ne mette 4. Voto: 6,5

Pizzolato Stefano: VIRGOLA. Non tanto per i punti a referto, ma soprattutto perchè il rendimento delle ultime partite non può rappresentare un punto, ma una virgola, appunto, cui deve seguire l’erezione del vero Totem! E’ sempre un po’ in ritardo in difesa, ma il ruolo di esterno basso, nella 2-3, non gli si addice. In difesa comunque “sta sul pezzo” con gli altri, in attacco qualche buon movimento non basta. Voto: 6

Galletti Guido: EDWARD MANIDIFORBICE. Oggi la mano non c’è ed è più facile che buchi il pallone piuttosto che la retina. Ma se dalla distanza zoppica, danza invece quando Adriano, nel finale di partita, lo schiera sotto canestro. Solo i grandi sanno riciclarsi anche nelle giornate un po’ storte. Voto: 6,5

Fornasier Sandro: ANTONELLO RIVA. L’esperienza si sente solo nel bene. Sa sempre dove stare, in difesa occupa lo spazio ed in attacco le sue mani hanno le luci di segnalazione. Ed infatti, quando non sono in panca, sono raggiunte da un paio di importanti palloni che puntualmente finiscono in fondo alla rete, come i Marlins a fine partita. Voto 7+

Adriano Zin: LUPO DI MARE. Governa alla perfezione il timone, senza mai prestare il fianco alle inevitabili tempeste sempre in agguato. Si sgola sul ponte di comando e tiene tutti ai propri posti. Bravo a mantenere alta la concentrazione dei suoi ed ad approffittare dell’inferiorità numerica degli
avversari. Voto: 7,5

Pubblico: Grazie davvero per la presenza, ma quella radiolina sintonizzata sull’Inter … Voto: 7-

Ringhio

PALLACANESTRO TREVIGIANA – PAESE 56 a 49

Altra sconfitta per i “ragazzi” in giallonero venerdì sera alla palestra delle Acquette a Treviso. Questa volta però brucia di più, perchè, nonostante le purtroppo solite importanti assenze (leggi Stevo, Ghigo e Walter), la squadra si è espressa meglio del solito, con carattere e determinazione da primi della classe.

Partita subito in salita per gli ospiti che finalmente ritrovano dopo infiniti mesi di assenza il loro Ringhio titolare, ma che devono rincorrere fin dai primi minuti. Zona 2-1-2 da entrambe le parti, con la Trevigiana più ordinata e disciplinata ma con Paese che con grinta e volontà riesce a rimanere a stretto contatto per tutti i primi 20 minuti:scarti mai oltre i 5 punti e secondo quarto che si chiude in assoluta parità.

Intervallo più salutare per gli ospiti, con coach Zin che probabilmente si fa sentire e scuote la squadra: dopo le prime scaramuccie iniziali, è infatti Paese che prende l’iniziativa e mette alle corde gli avversari: un paio di buoni giochi dentro-fuori e una difesa finalmente concreta manda gli ospiti a +6 e spinge l’inerzia tutta dalla loro.

La Trevigiana però non perde la testa e, complici alcuni errori banali di scelta di Paese (ahimè la solita croce delle palle perse), prima riaciuffa gli avversari, e poi rimette avanti il petto per il rush finale del quarto quarto.

Ed è qui che si consuma la tragedia: il solito temuto calo psico-fisico dei “”ragazzi”” di coach Zin, oltre che 2 fischi contro la panchina di Paese pesano come macigni e condannano gli ospiti, tra l’altro rimasti orfani nei minuti decisivi di due pedine fondamentali per raggiunto limite di falli (leggi Richi e ….?).

La Trevigiana, infatti, prima allunga nel punteggio, e poi gestisce comodamente la partita per tutti gli ultimi scampoli di gioco. Il 56 a 49 finale rispecchia in pieno tutti i rimpianti di Paese che, forse, con maggiore acume tattico e lucidità avrebbe potuto scrivere un punteggio ben diverso sul tabellone luminoso, invece ancora una volta impietoso.

 

Le pagelle:

Furio: furio-so come al solito. Alterna cose belle a cadute vertiginose di rendimento, ma è sempre un esempio per i compagni in quanto a grinta e lotta. Voto 6+

Bruno: impalpabile. non incide sulla partita come potrebbe e, anche se non fornisce una brutta prova, a parte un paio di interventi difensivi, sembra invisibile in campo. Voto 5,5

Daniele: fantasma. Forse il giudizio così espresso appare troppo pesante, ma nei momenti decisivi sembra nascondersi e non prendersi le responsabilità che invece competono ad un playmaker titolare. Le qualità si vedono ma deve crescere in convinzione. Voto 5

Ciula: positivo (al controllo anti-doping??). Solita prova tutto coraggio e spirito di sacrificio, questa volta, tra l’altro, concede davvero poche sbavature. Voto 6,5

Richi: leader. Sicuramente meno prolifico del consueto, ma trascinatore della squadra; quando la palla scotta ci sono poche mani che resistono alle alte temperature, e le sue sono 2 di quelle. Peccato per i 5 falli, senza i quali la partita poteva finire diversamente. Voto 7

Alessandro: croce e delizia di venerdì sera. Si vedono lampi di ottima tecnica, ma che purtroppo restano troppo isolati. Visti i “lunghi” avversari doveva essere un primattore, invece finisce per fare poco più che la comparsa con la miseria di 6 punti a referto. Voto 6-

Pizzo: impalpabile (pancetta a parte). Stesso discorso fatto per Bruno. Da 2 metri di tecnica ed esperienza si deve pretendere di più. Voto 5,5

Guido: lottatore: tira giù un numero imprecisato di rimbalzi e con Riccardo tiene a galla la squadra. Sempre attivo nella manovra, incita i compagni e piazza anche un paio di canestri pesantissimi. Voto 7

Sandro: s.v. Gioca troppo poco per poter essere giudicato. Peccato perchè forse la sua esperienza sarebbe potuta tornare utile.

Enrico: Lazzaro. Dopo quasi un anno di assenza torna a calcare (è proprio il caso di dirlo visti gli oltre 100 kg) il parquet. E’ fuori condizione e un po’ si vede. Lotta, corre difende e bastona. A tratti però è in calo d’ossigeno e forse poteva essere gestito meglio. Comunque un importante rientro negli equilibri di squadra. Voto 6,5

Coach Zin: non ce ne vorrà, ma anche lui ha responsabilità sulla sconfitta. Atteggiamento degli arbitri a parte (certamente da rivedere), da un volpone del parquet come lui è impossibile non pretendere maggiore calma e self-control (leggi tecnico ed espulsione), tra l’altro un film già visto, per l’ennesima volta dal finale triste. Voto 5.

Pubblico: Poco ma affezionato e caloroso. Arrivato per il tanto atteso rientro del Bosello maggiore, acclama la squadra nonostante la sconfitta. Masochista. Voto 10.

Il Bosellino

Pallacanestro Paese 62 – Marlins Treviso 76

Per una volta provo a cimentarmi nel difficile ruolo di commentatore
sportivo…

Castagnole, 1° marzo 2009.
Pubblico delle grandi occasioni al PalaCastagnole per l’incontro che vede i gialloneri impegnati con i Marlins di Treviso. Sugli spalti si contano non meno di una dozzina buona di spettatori, compresi bimbi e neonati.
Ed in effetti lo spettacolo vale la mezza levataccia, almeno fino alla fine del terzo quarto.
Avvio equilibrato, con i Marlins di poco avanti grazie al tiro dalla distanza.
La compagine allenata da coach Zin risponde punto su punto, nonostante un Richi meno esplosivo del solito, probabilmente a causa del recente fastidio muscolare.
Poichè la classe non è acqua, tuttavia, è proprio lui a firmare la bomba del sorpasso a 2’40” dall’intervallo, cui le squadre giungono comunque in perfetta parità.
L’inizio del secondo tempo vede la formazione ospite aprire la difesa del Paese col tiro da tre, permettendo così anche al proprio centro di marcare con continuità.
Per la squadra di casa, è soprattutto Guido -oltre al solito Richi, che alla fine ne mette pur sempre 18 a referto!- ad avere punti nelle mani.
Gli ultimi dieci minuti si aprono con un passivo non irrecuperabile, di soli 8 punti, ma i ragazzi di Zin, arrivati all’appuntamento appena in 8, accusano la stanchezza e devono fare anche i conti coi falli (alla fine saranno 5 per Furio, 4 per Guido).
Come troppo spesso è accaduto nel corso della stagione, nei minuti finali arriva anche un po’ di scoramento ed alla conclusione il punteggio vede soccombere il Paese per 76 a 62.

Tabellini e pagelle.

De Angelis Furio: in assenza di quello vero, porta con onore i gradi di capitano. Il solito combattente, oggi ci mette anche una mano educata. Alla fine sono 7 punti e 5 falli (o viceversa?). Voto: 7,5

Nasato “Ghigo” Paolo: non calcava il parquet di casa ab immemorabilis, crea non pochi imbarazzi (leggi: rimbalzone in attacco) al lungo avversario, cui rende quasi mezzo metro (in altezza…), il tutto senza spendere nemmeno un fallo. Nessun punto, ma tanta difesa. Voto 7+

Galante Bruno: un po’ fuori condizione, non arma come al solito il tiro dalla media, nè domina, come sa fare, a rimbalzo offensivo. 4 sono i punti, 2 i falli. Voto: coraggio Bruno, tutta la squadra ti è vicina.

Spigariol Daniele: è il metronomo del quintetto, mette ordine e infonde sicurezza. In più sforna assist e consigli, come nemmeno il predicatore di Indianapolis sapeva fare. Mette a referto 7 punti (e 2 falli). Voto: 7

Morosinotto “Ciula” Giuliano: corsa ed impegno, come sempre. In difesa è davvero fastidioso (più con le mani che col corpo, a dire il vero); in attacco non incide dal perimetro, come invece aveva fatto nelle ultime uscite. Poco preciso nei passaggi ed a volte confusionario. 2 falli e virgolone. Voto: 5+

Satriano Riccardo: non al meglio, appare poco reattivo sulle gambe. C’è comunque nei momenti decisivi, come sulla bomba del + 1 del secondo
quarto. Prende il solito numero imprecisato di falli e non sbaglia i liberi. Alla fine segna 18 punti (alla faccia!) con 2 falli. Voto: 6,5

Pizzolato “Totem” Stefano: incostante negli allenamenti causa malanni fisici, si presenta all’appuntamento fuori forma e si vede. Non si fa sentire sotto canestro, soprattutto nel secondo tempo, nè sfoggia il suo solito tiro di tabella. Lotta comunque coi centrimetri (in più) e gli anni (in meno) dell’avversario diretto, che non gli lesina qualche colpo duro, non visto dall’arbitro. La conseguente arrabbiattura non porta i risultati visti in analoghe occasioni. Da lui si può e si deve pretendere di più. Voto: 5+

Galletti Guido: si carica la squadra sulla schiena, non teme nemmeno l’uno contro uno, contro il ben più alto centro del Treviso. Prende molta iniziativa, quasi sempre opera la scelta giusta ed alla fine risulta il top scorer, con 23 punti e 4 falli. Voto: 7,5

Zin Adriano (allenatore): la partita non era delle più semplici e lui la affronta senza i lunghi titolari (parlo del Pioppa e di Walter, naturalmente).
E’ comunque giudizioso nel far ruotare le risorse a sua disposizione e bravo a cavarne il ricavabile. Alla fine cede, appena un pochino, alle provocazioni avversarie e risponde con egual moneta. Voto: 6,5

Tavolo: il Ghigo era un’altra cosa, ma anche oggi il capitano (quello vero) e -sommessamente- il sottoscritto hanno permesso a tutti i giocatori di concentrarsi solo sulla partita, certi del sicuro sostegno morale (!) al tavolo.

Pubblico: grazie alla famiglia Satriano per il caloroso incoraggiamento. Voto: 7 (per la pazienza).

Ringhio