Lui chi è?

Di lui raccontano che negli ultimi anni 70 fu seconda scelta a Detroit, la cosa non è mai stata provata ma alcuni completini che sfoggia ad allenamento sembrano dare peso a queste voci.
Lui parla poco; non si sbilancia quasi mai; ma quando parla non lo fa mai a caso.
Tecnicamente è un giocatore completo e pericoloso, da quando Silvester ha smesso di giocare è l’unico in Italia a saper usare il TIRO A CATAPULTA.

Ebbene sì stiamo parlando di lui: Sandro “Papà” Fornasier.

Di lui in campo sappiamo tutto, da un decennio veste la maglia della Pallacanestro Paese con impegno ed onore: le sue entrate dal fondo, le bombe mortifere, i gancetti instoppabili ma è al di fuori del campo che stuzzica la nostra curiosità.

Gli anni 70, 80, l’NBA, l’esperienza americana, lui non ne parla ma a volte lo vediamo in panchina con lo sguardo perso nel vuoto e sappiamo che sta pensando a quella vita.

Vita che ha lasciato senza alcun rimpianto: sembra abbia 6 figli (da cui il soprannome), sappiamo che ha una macchina col navigatore e una moglie devota; dei vicini di casa che lo stimano ed un cellulare con schermo a colori.

In una puntata delle Iene un servizio sulla clonazione mostrava come a Vittorio V.to hanno cercato di creare artificialmente dei cloni di Sandro ma hanno ottenuto solo tre giocatori che gli assomigliano (fisico, occhiali, ecc. ecc.) ma non riescono a giocare come lui. Non giocano male ma il TIRO A CATAPULTA non si può copiare.

Questo perché non hanno il suo cuore e la sua passione; quando la palla scotta la catapulta è pronta a scattare mortifera.

Sandro, se vorrai organizzare una serata con diapositive di tutte le tue squadre, matrimonio, prima comunione, ecc. ecc. noi non verremo perché l’alone che ti circonda lascia la nostra fantasia libera di spaziare.